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Esteri

ABORTO/ Uccide più la diagnosi prenatale o il perbenismo degli adulti?

Londra, l'abbazia di Westminster (InfoPhoto)Londra, l'abbazia di Westminster (InfoPhoto)

La carenza di educazione e una carenza di senso religioso sono sicuramente fatti che provocano questo danno di fondo, di cui l'aborto è un sintomo. Si deve tornare a fare una educazione vera basata su un senso religioso vero, perché i ragazzi vogliono questo, lo sentono e lo richiedono e in una società come la nostra, più cristiana a parole, non lo trovano lo stesso.

 

Come vede invece la situazione delle adolescenti italiane su questa problematica?

 

Vanno dette essenzialmente due cose. La prima è che c'è una diffusione quasi a tappeto della diagnostica prenatale, non quella che serve a curare, ma quella che serve per vedere se c'è una malattia genetica. Si ingenera nella mente delle ragazze l'idea che sia obbligatorio farla. 

 

La seconda cosa?

 

La mancata autonomia dei ragazzi che vengono ancora tenuti come bambinetti poco intelligenti fino a trent'anni. Lasciamo stare famose dichiarazioni di ministri, però è un dato di fatto che l'età alla quale il ragazzo diventa adulto è molto più invecchiata e quindi la capacità di prendere responsabilità si è di molto allontanata.

 

Quanto incide l'aspetto della diagnostica prenatale? Oggi si tende a passare un modello di normalità definita a tavolino per quanto riguarda la nascita o meno di un figlio. 

 

Esattamente. In una società in cui si nasce soltanto perché a decidere è l'esame della diagnostica prenatale, cioè se il risultato, fra virgolette, è buono, la psicologia dei giovani viene abituata a pensare che la vita deve essere vissuta solo se sei normale, e quindi se la gravidanza non arriva in una età "normale" o se il figlio non è normale la gravidanza non si accetta. D'altra parte invece è molto bello che si moltiplichino sulle televisioni giovanili trasmissioni che fanno vedere la bellezza della gravidanza delle ragazze adolescenti, trasmissioni che sono molto seguite. Programmi che fanno vedere che, al di là di una idea che viene passata dalla televisione generalista nella quale i giovani sono quelli che non vogliono fare famiglia, questo desiderio di famiglia e di figli è accettato come normale. E' un dato molto confortante. 

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COMMENTI
01/03/2013 - caro Parenti (maria gonano)

concordo pienamente con te, menano il torrone e intanto ammazano, del Magistero non lo conoscono o non gliene importa niente o lo modificano secondo la loro misura come spesso si legge anche su giornali cattolici. Leo Aletti ginecologo

 
09/06/2012 - CONTRACCEZIONE FA RIMA CON DISPERAZIONE (GIANLUIGI PARENTI)

Mi sembra che si faccia un po' di confusione:perchè si passa dalle interruzioni volotarie di gravidanza ripetute, alla diagnosi premortale ( come dice Ferrara!)come se fosse quella la causa della recidiva. Secondo me è più conseguente l'interruzione volontaria della gravidanza a una mentalità contraccettiva, che nasce proprio dagli adulti. Questo tipo di mentalità è supportata quotidianamente anche dai medici in generale, ma soprattutto dai ginecologi CATTOLICI che senza batter ciglio "calano le braghe" sulla contraccezione, sulla cosiddetta pillola del giorno dopo e quindi anche sulla diagnosi premortale. Chi ha il coraggio di invitare le donne che hanno abortito a riconciliarsi con il Padreterno? Ma vogliamo veramente bene alle donne o viviamo di discorsi? Vogliamo mettere in pratica il Magistero della Chiesa o su queste cose il Papa va da una parte e noi dall'altra perchè siamo cattolici adulti? I giovani vogliono la Verità anche se dura anche se ci urleranno addosso... prima o poi se La ricorderanno... ma se nessuno La afferma e la testimonia ?! Gianluigi Parenti Ginecologo