BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

RESPINGIMENTI/ Nascimbene: i naufragi sono figli dell'"omertà" di soccorso

Pubblicazione:

foto Infophoto  foto Infophoto

Mi sembra che ne sia stato sottoscritto uno poco tempo fa fra il Ministro Cancellieri e il suo omologo libico e molti altri ne sono stati stipulati durante i Governi di Berlusconi con Gheddafi: sono contemplati dal Diritto Internazionale purchè vengano applicati nel pieno rispetto dei diritti dell'uomo e delle convenzioni internazionali vigenti.

In questo caso, chi dovrebbe vigilare che tali diritti siano stati rispettati?

In teoria, su queste materie dovrebbe vigilare l'Alto Commissariato Onu per i diritti umani sebbene, in questo caso, la Libia non abbia sottoscritto la Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà fondamentali. Convenzione, invece, sottoscritta dall'Italia e, come è successo in altri casi, è stato proprio il nostro Paese ad essere richiamato dalla Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo: è accaduto proprio nel febbraio scorso quando è stato respinto un gruppo di migranti provenienti dalla Libia. E, soprattutto, per non aver offerto loro la possibilità di richiedere lo asilo.

E' una condizione necessaria?

Il “non respingimento” è uno dei principi cardine del diritto internazionale del rifugiato e può essere sintetizzato come il divieto per il richiedente di domandare asilo.

Secondo lei come si costruisce, dal punto di vista giuridico, una politica di integrazione a livello europeo? 

Con una maggiore sensibilità di tutti i membri dell'Unione Europea: ci dovrebbe essere una maggiore convergenza politica su questi temi.

Resta il tema della cittadinanza ai figli degli immigrati con una polemica. Che cosa dice oggi la Costituzione?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
13/07/2012 - La furbizia non può pagare (Mariano Belli)

Non esiste che uno si butti al fiume con l'intento che qualcuno si precipiti a salvarlo. E' un comportamento furbesco ed immorale, e chi lo fa deve solo assumersene le responsabilità e accettarne le spesso drammatiche conseguenze, perchè sa a cosa va incontro. Inoltre, non è giusto costringere chi è in mare per lavorare a compiere salvataggi un giorno si e l'altro pure... un conto è salvare chi occasionalmente necessita di aiuto, un altro soccorrere un esercito di clandestini che si mette in mare proprio con questo fine.