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Esteri

TERRA SANTA/ Quei giovani un po' strani che insegnano a "ricominciare"

Israele, veduta di Gerusalemme (InfoPhoto)Israele, veduta di Gerusalemme (InfoPhoto)

I ragazzi qui si possono sentire utili, è tramite il loro lavoro che si riescono a creare bellezza e ordine in questo luogo”. E così chi arriva trova sorrisi e accoglienza, un’ottima cucina, ordine e pulizia nelle stanze, nel cortile, nei giardini, nel piccolo negozio in cui si possono acquistare oggetti religiosi legati al mondo francescano, al santuario, alla Terra Santa. 

“La comunità è stata  chiamata Mondo X – raccontano ancora – perché  dentro ogni persona c’è una incognita da scoprire, da esprimere”. E proprio l’attenzione all’uomo nella sua singolarità qui si sposa con il cammino su una strada comune e con il percorso verso un amore di sé che si esprime nell’attenzione all’altro, nella correzione fraterna tra i ragazzi della comunità, nello stringersi attorno a chi vive un momento di difficoltà: “Quando qualcosa non va non si scappa, ma si parla e ci si corregge, come farebbero una mamma o un papà”.
La giornata è scandita tra lavoro, studio, preghiera e momenti comunitari e di confronto. Oggi la comunità del Tabor è composta da una decina di ragazzi ma sono tanti quelli che sono passati di qua, la permanenza è legata anche alla possibilità di ottenere un visto per risiedere in Israele e così – dopo periodi più o meno lunghi – nuovi ragazzi arrivano a dare il cambio a chi parte. Volti, storie e provenienze diverse che convivono su questo monte della Trasfigurazione che, come recita uno dei manifesti della comunità, è il luogo dove anche l’uomo viene trasfigurato: “L’uomo distrutto e considerato feccia diventa luminoso, redento e gioioso. La vita vale dunque la pena di essere vissuta come un dono”, ed è questo quello che si ritrova qui: “Sicuramente la voglia di vivere, sicuramente riprendere in mano valori che sono stati calpestati per tanto tempo nella nostra vita. Si impara a ricominciare, si scopre che i valori che credevamo persi in realtà erano solo nascosti, dimenticati”.

Si impara il valore di sé attraverso lo sguardo di un altro: “Vedendo che gli altri avevano fiducia in me, ho cominciato a pensare che forse, nonostante tutto, potevo fare davvero qualcosa di buono”.

Il valore aggiunto del poter vivere la vita della comunità proprio sul Monte Tabor, insieme all’importanza dell’essere su un luogo santo, è la possibilità del contatto quotidiano con il mondo, attraverso i pellegrini a cui i ragazzi offrono regolarmente la propria testimonianza. La vocazione di Mondo X, che può essere contattato grazie al numero del Telefono Amico (02 6366), è infatti quella dell’aiuto, del poter raggiungere con la propria proposta chiunque ne abbia bisogno: “Il Monte Tabor è una finestra verso tutte queste persone, in tutto il mondo, e noi ci sentiamo sazi se possiamo aiutare anche solamente uno di loro”.

 

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