BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SIRIA/ Al-Khatib (Syria Al-Shaab): Assad distrugge le chiese per ritorsione contro i cristiani

Pubblicazione:martedì 17 luglio 2012

Un carro armato di Bashar Assad Un carro armato di Bashar Assad

Perché gli alawiti (la minoranza religiosa cui appartiene Assad, Ndr) pensano che se perderanno il potere, saranno uccisi uno a uno. Il loro è un timore infondato, ma li spinge a compiere qualsiasi cosa. A Douma l’Esercito Siriano Libero ha protetto i civili per 20 giorni, e quando ha lasciato la città le forze di Assad vi sono penetrate pugnalando i civili uno a uno, fossero essi bambini, donne o anziani. Hanno violentato le ragazze e poi le hanno uccise. Questo è il codice etico delle forze di Assad.

 

Il regime tuttavia continua a sembrare imbattibile …

 

Non è vero, dopo un anno e nove mesi di combattimenti il suo Esercito si sente stanco e i soldati spesso non obbediscono più agli ordini dei generali. A uccidere i civili non sono più i militari di professione, ma i cosiddetti Shabiha. In Siria sono stati arrestati dei militari provenienti dall’Iran, dall’Iraq o dalle milizie di Hezbollah. Sono stati questi ultimi ad attaccare la popolazione, con lo scopo di scatenare la guerra civile.

 

Si direbbe che ci siano riusciti …

 

In realtà non è così, e il motivo è che lo stesso Assad sa che in caso di guerra civile perderebbe in quanto cristiani, sunniti e drusi si coalizzerebbero contro di lui. Il presidente pur di mantenere il potere sarebbe anche pronto a uccidere un milione di persone, perché l’Occidente non potrà mai intervenire come ha fatto in Libia. Il dittatore è sostenuto da Cina, Russia, Iran, Iraq ed Hezbollah, attraverso denaro e rifornimento di armi. Per questo è indispensabile che l’Occidente metta Assad con le spalle al muro, non con un intervento militare ma con una presa di posizione inequivocabile.

 

Dopo che lei ha lasciato la Siria, la sua famiglia si trova ancora nel Paese?

 

Sì. Nella mia città, Idlib, hanno distrutto la casa di mio padre, ucciso due dei miei cugini e due mesi fa hanno arrestato mio fratello Anar, un ingegnere civile dell’Università di Aleppo, soltanto perché è mio fratello. Da allora ha più ricevuto notizie di lui? No, in Siria quando qualcuno è incarcerato non può più contattare nessuno. So soltanto che non è accusato di nulla se non di essere mio fratello.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.