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SIRIA/ Jean: la battaglia definitiva? Si rischia l'effetto valanga in tutto il Medio oriente

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Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

Non saprei come possa essere definita. Sicuramente una ribellione di questo genere in un territorio come quello siriano è praticamente impossibile da domare.

 

Perché?

 

Perché gli insorti trovano rifugio tra la popolazione in un territorio molto ampio, e intanto le forze armate si rianimano. Teniamo conto che sono piuttosto consistenti, ammontano a 300mila uomini e hanno l'appoggio anche di milizie pro Assad, però non sono in condizioni di presidiare permanentemente il territorio.

 

Ultimamente si è parlato di un possibile impiego di armi chimiche da parte del regime.

 

Le armi chimiche sono armi di distruzione di massa e di conseguenza non distinguono tra amici e nemici. All'interno della popolazione siriana poi bisogna ricordare che vive una fetta abbastanza grossa di alawiti, cristiani, curdi e drusi e queste popolazioni sono abbastanza favorevoli ad Assad. Se si mettesse a usare armi chimiche provocando eccidi di massa, a parte l'effetto psicologico che avrebbe, Assad perderebbe ogni potere. Sarebbe una azione di suicidio tipo “muoia Sansone con tutti i filistei”. Le armi chimiche renderebbero infine praticamente impossibile il non intervento della comunità internazionale, anche Russia e Cina non potrebbero perdere la faccia oltre un certo limite.

 

La Russia davanti all'escalation si è opposta all'intervento militare dell'ONU.

 

La Russia si è sempre opposta a qualunque azione armata. L'intervento dell'ONU contro un esercito forte come quello siriano non può essere realizzato. L'unica strada è che l'ONU dia mandato alla Nato o agli Usa oppure alla Turchia che comunque agirebbe sempre nel quadro della Nato. Si tratterebbe però di affrontare una battaglia con operazioni ben più difficili di quelle libiche, la Libia era praticamente isolata.

 

La Siria no?

 

La Siria è nel cuore del Medio Oriente, una specie di polveriera etnico-religiosa fatta anche di rivendicazioni territoriali. Basta vedere cosa succede in Libano e in Iraq che rischiano di essere travolti da questo conflitto che si diffonderebbe con effetto valanga.

 

La guerriglia a Damasco chi vede favoriti?

 

Difficile che il regime riesca a sventare una guerriglia cittadina. Anche se ci sono determinate condizioni, l'impiego di tutte le forze regolari contro Damasco è ben difficile. Assad non potrà usare l'artiglieria e i carri armati contro la capitale, cercherà di fare azioni puntuali con elicotteri e mortai ma in questo caso il vantaggio che ha l'esercito viene vanificato perché non può essere impiegata tutta la potenza di fuoco di cui dispone.



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