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Esteri

ATTENTATO BULGARIA/ Ugo Volli: è lo stesso odio antiebraico di Auschwitz

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Normalmente si legano questi episodi al conflitto fra Israele e palestinesi. Il quale però è in una fase di calma, anzi nell'ultimo anno ha costituito un'isola di relativa tranquillità in mezzo alle convulsioni del mondo arabo. Fra Gerusalemme e Ramallah e Gaza non vi è stato nulla di paragonabile alle stragi e alla guerra civile che hanno insanguinato la Siria, la Libia, lo Yemen. E fra tutti i conflitti che insanguinano il mondo in questi anni non si conoscono episodi analoghi: nessuno ammazza i turisti cinesi per via del Tibet o i russi a causa della Cecenia, nessuno propone di boicottare quei Paesi, nessuno organizza flottiglie e altri strumenti di delegittimazione.

Vi è dunque in quest'odio terribile, nella sete di sangue che induce a braccare delle famiglie in vacanza fin sul Mar Nero, nella pacifica e neutrale Bulgaria dove le fedi convivono pacificamente da decenni. Questo qualcosa in più si chiama antisemitismo, è lo stesso odio che indusse a costruire Auschwitz e a rastrellare settant'anni fa gli ebrei a Parigi, a Roma, in tutt'Europa. E che indusse allora il precursore degli islamisti di oggi, Amin Husseini muftì di Gerusalemme, ad andare fino a Berlino per stringere un'alleanza con Hitler e poi in Bosnia a organizzare un battaglione di SS musulmane. Questa è la causa vera, la bestia selvaggia che colpisce in tutta Europa e nel mondo essi umani non per quel che fanno di buono e di cattivo, ma per quel che sono, per la loro nazionalità, cultura, religione o “razza”, per essere insomma degli ebrei.

Tutte le persone civili, i democratici, non debbono solo condannare un'attentato così orribile, ma anche le sue cause, la sua ideologia, l'odio antisemita che oggi non alberga più tanto nella mente dei tedeschi, ma nelle ferneticazioni degli islamisti.

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