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SIRIA/ Il ribelle Fares: vinceremo e perdoneremo chi ha sostenuto Assad

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Funerali dei civili uccisi dalle forze di Assad  Funerali dei civili uccisi dalle forze di Assad

L’opposizione chiede alla comunità internazionale di esercitare una maggiore pressione sul regime, in modo da convincerlo a dimettersi e a cedere il potere al popolo. Questo è l’unico impegno politico di cui possiamo parlare oggi, mentre non c’è più spazio per alcuna negoziazione con il regime in quanto quest’ultimo non si è rivelato minimamente disponibile al confronto. Mercoledì i ribelli hanno ucciso due ministri di Assad.

 

Ci può rivelare i retroscena sull’organizzazione dell’attacco?

 

L’attacco è stato organizzato da alcuni gruppi dell’Esercito Siriano Libero che nei prossimi giorni fornirà tutti i dettagli su quanto è avvenuto nel quartier generale della sicurezza nazionale. I due ministri sono stati colpiti da una piccola esplosione, e non da una bomba di grandi dimensioni, e le persone che si trovavano all’interno delle stanze sono rimaste uccise.

 

Assad gode ancora del sostegno di molti siriani e soprattutto di una minoranza religiosa, gli alawiti. Se vincerete che cosa farete loro?

 

Il Consiglio Nazionale Siriano sta collaborando attivamente con molti gruppi appartenenti alla setta alawita e alle altre minoranze religiose presenti nel Paese. Non è necessario quindi fornire loro alcuna rassicurazione, perché sono i nostri partner nella rivoluzione. Diverso è il caso dei sostenitori di Assad, che provengono da tutte le religioni e che lo hanno appoggiato in cambio di benefici come denaro e favori di vario tipo. A queste persone possiamo solo promettere che appena potremo lavoreremo per garantire giustizia per tutti e per costruire un Paese dove chiunque sia accolto e nessuno rimanga escluso, né per motivi religiosi né per qualsiasi altra appartenenza.

 

Vi vendicherete contro chi ha combattuto per Assad?

 

L’Esercito Siriano Libero e il Consiglio Nazionale Siriano chiedono a quanti stanno combattendo per Assad di fermarsi e di consegnare le armi. Chiunque accetterà di farlo, sarà protetto dalle armate ribelli. Come è avvenuto in Libia, alcuni sostenitori di Bashar Assad continueranno il loro combattimento fino alla fine, e noi purtroppo non possiamo farci niente. Ma chiunque accoglierà il nostro appello non ha nulla di cui temere. Tutti i soldati che hanno disertato dalle truppe del governo sono stati accolti nel migliore dei modi dall’Esercito Siriano Libero, e nessuno ha torto loro un capello. Non è mai troppo tardi per unirsi alla rivoluzione.

 

(Pietro Vernizzi)



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