Esteri
venerdì 20 luglio 2012
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L’opposizione chiede alla comunità internazionale di esercitare una maggiore pressione sul regime, in modo da convincerlo a dimettersi e a cedere il potere al popolo. Questo è l’unico impegno politico di cui possiamo parlare oggi, mentre non c’è più spazio per alcuna negoziazione con il regime in quanto quest’ultimo non si è rivelato minimamente disponibile al confronto. Mercoledì i ribelli hanno ucciso due ministri di Assad.
Ci può rivelare i retroscena sull’organizzazione dell’attacco?
L’attacco è stato organizzato da alcuni gruppi dell’Esercito Siriano Libero che nei prossimi giorni fornirà tutti i dettagli su quanto è avvenuto nel quartier generale della sicurezza nazionale. I due ministri sono stati colpiti da una piccola esplosione, e non da una bomba di grandi dimensioni, e le persone che si trovavano all’interno delle stanze sono rimaste uccise.
Assad gode ancora del sostegno di molti siriani e soprattutto di una minoranza religiosa, gli alawiti. Se vincerete che cosa farete loro?
Il Consiglio Nazionale Siriano sta collaborando attivamente con molti gruppi appartenenti alla setta alawita e alle altre minoranze religiose presenti nel Paese. Non è necessario quindi fornire loro alcuna rassicurazione, perché sono i nostri partner nella rivoluzione. Diverso è il caso dei sostenitori di Assad, che provengono da tutte le religioni e che lo hanno appoggiato in cambio di benefici come denaro e favori di vario tipo. A queste persone possiamo solo promettere che appena potremo lavoreremo per garantire giustizia per tutti e per costruire un Paese dove chiunque sia accolto e nessuno rimanga escluso, né per motivi religiosi né per qualsiasi altra appartenenza.
Vi vendicherete contro chi ha combattuto per Assad?
L’Esercito Siriano Libero e il Consiglio Nazionale Siriano chiedono a quanti stanno combattendo per Assad di fermarsi e di consegnare le armi. Chiunque accetterà di farlo, sarà protetto dalle armate ribelli. Come è avvenuto in Libia, alcuni sostenitori di Bashar Assad continueranno il loro combattimento fino alla fine, e noi purtroppo non possiamo farci niente. Ma chiunque accoglierà il nostro appello non ha nulla di cui temere. Tutti i soldati che hanno disertato dalle truppe del governo sono stati accolti nel migliore dei modi dall’Esercito Siriano Libero, e nessuno ha torto loro un capello. Non è mai troppo tardi per unirsi alla rivoluzione.
(Pietro Vernizzi)
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