Esteri
venerdì 20 luglio 2012
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SIRIA. “Il collasso del regime è questione di giorni o al massimo di settimane, il governo non è più in grado di controllare la capitale Damasco e nel mese di Ramadan che inizia oggi i ribelli intensificheranno i loro attacchi”. Ad affermarlo è Obaida Fares, uno dei politici più influenti dell’opposizione e membro del Consiglio Nazionale Siriano. “Disertate e unitevi a noi, non vi torceremo un capello – è l’appello di Fares ai soldati che combattono per Assad -. Non è mai troppo tardi per entrare a far parte della rivoluzione”. Mentre gli scontri a Damasco si vanno facendo di ora in ora più cruenti e lo stesso Assad ha abbandonato la capitale, chi non si arrende fino all’ultimo sono Russia e Cina che ieri hanno posto l’ennesimo veto contro la risoluzione Onu. Ilsussidiario.net ha sentito telefonicamente Fares, che da Londra è in contatto minuto per minuto con i generali ribelli che guidano l’avanzata.
Qual è la situazione militare a Damasco?
Nella capitale l’Esercito Siriano Libero sta diventando sempre più forte e il regime è in una posizione di debolezza. Mercoledì ha perso i suoi leader militari più importanti, e per il governo non sarà facile sostituirli. Nell’arco di pochi giorni assisteremo a un evolversi molto rapido della situazione.
Che cosa ci dobbiamo aspettare?
L’Esercito Siriano Libero potrebbe ottenere il controllo di nuove aree all’interno di Damasco, è possibile che si assista alla fuga dalla Siria di alcuni leader e dello stesso Assad. Il presidente si sarebbe già rifugiato a Latakia, e questo significa che il governo non è più capace di controllare Damasco. E’ probabile un collasso del regime nell’arco di poche settimane o di pochi giorni.
Durante il Ramadan ridurrete le operazioni militari in segno di rispetto verso il mese sacro dell’Islam?
No, le aumenteremo in quanto il Ramadan è collegato a un’idea di sacrificio e i combattenti saranno più incoraggiati a lottare e ad affrontare qualsiasi tipo di sofferenza.
Che cosa ne pensa del nuovo veto di Russia e Cina alla risoluzione Onu?
Le nostre aspettative nei confronti delle Nazioni Unite erano fin dall’inizio molto scarse. Ci hanno deluso per 14 mesi, e quindi non speravamo granché dal voto di ieri. Avremmo voluto che agissero nei confronti dei crimini di Assad all’inizio delle rivolte, non ora. Dopo quanto è avvenuto ieri, le persone in Siria non seguiranno più né l’Onu né il suo Consiglio di Sicurezza.
Quali saranno le prossime iniziative politiche del Consiglio Nazionale Siriano?
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