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BRUCE SPRINGSTEEN/ Anniversario strage Utoya, il Boss canta per le vittime (video)

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Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

Utoya un anno dopo, e arriva anche Bruce Springsteen. Era il 22 luglio del 2011 quando ben 77 giovani furono massacrati sull'isola di Utoya in Norvegia da un folle, Anders Behring Breivik. I giovani si trovavano a un congresso della sezione giovanile del partito liberale quando l'uomo, armato in modo massiccio, fece irruzione dando poi la caccia uno per uno ai giovani compiendo una strage senza precedenti in Norvegia. Breivik avrebbe poi spiegato di aver fato quello che aveva fatto per combattere la presunta invasione islamica del suo Paese e dell'Europa e per salvare l'identità culturale della sua nazione. Breivik è attualmente sotto processo, la sentenza sul suo caso è prevista per il prossimo 24 agosto. Ieri dunque il ricordo del primo anniversario della strage con funzioni religiose e momenti in comune. Anche concerti. A uno di questi che si teneva nella capitale Oslo è apparso improvvisamente e a sorpresa il cantante americano Bruce Springsteen che si trovava in Norvegia per un concerto del suo tour europeo. Non annunciato Springsteen si è esibito davanti a oltre 50mila persone insieme al suo amico e chitarrista Steve Van Zandt cantando una versione acustica del classico della canzone di protesta americana, We Shall Overcome, inno delle manifestazioni per i diritti civili dell'America degli anni sessanta. Un momento molto toccante e molto gradito dai norvegesi che hanno apprezzato il coinvolgimento pubblico della star americana nel loro momento di ricordo e di dolore. Tornando alle altre cerimonie in ricordo delle quasi cento vittime della strage, il primo a portare il suo ricordo è stato il primo ministro norvegese che ha messo una corona di fiori sul posto dove il folle fece esplodere una bomba a Oslo, prima di dar via alla strage sull'isola. Anche qui ci furono delle vittime. Nella cattedrale della capitale invece è stata eseguita una liturgia in suffragio dei morti. Erano presenti il re Harald V e la moglie Sonja. Nel corso della cerimonia l'arcivescovo di Oslo ha ricordato come la luce brilla nell'oscurità e l'oscurità non ha prevalso "perché attraverso il dolore più profondo e il pianto, in mezzo al silenzio che ha avvolto la Norvegia, sono state pronunciate parole importanti sull'amore e sulla dignità".



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