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GRECIA/ Deliolanes (Ert): con la Germania si rischia una nuova guerra

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Procedendo senza indugi sulla strada dell’unificazione europea. Ciò significa la creazione di strumenti indispensabili come gli eurobond, il rafforzamento dei poteri della Commissione sulla politica economica degli Stati, evitare di minacciare una cacciata dei Paesi più deboli. Ma occorrono anche un argine nei confronti dei raid finanziari degli speculatori e una riduzione del ruolo istituzionale delle agenzie di rating.

 

Secondo Der Spiegel, anche la Commissione Ue non intende più partecipare ad altri pacchetti di aiuto alla Grecia …


Quella della Commissione Ue è una politica stucchevole. Se non ci trovassimo di fronte a un dramma sociale di dimensioni immense come quello che sta attraversando la Grecia, verrebbe quasi da sorridere della pochezza di Bruxelles.

 

Intanto il premier greco si è rimangiato i tagli promessi …


Ci sono misure per 11,6 miliardi di euro previste dal secondo Memorandum. Per qualsiasi rinegoziazione, la Trojka ha posto come condizione l’applicazione di questi tagli. Non si sa però esattamente su che cosa risparmiare, in quanto la situazione è arrivata a un punto in cui c’è poco da tagliare. Probabilmente interverranno sui trattamenti di fine rapporto, riducendoli del 40%, si svenderà tutto il possibile e via di questo passo. Ma il presidente del Consiglio greco, Antonis Samaras, ha capito perfettamente che il Paese è in una situazione di assoluta asfissia.

 

Il ritorno alla dracma per la Grecia sarebbe un’uscita di sicurezza?


L’opinione pubblica greca nella sua stragrande maggioranza è fortemente europeista, senza se e senza ma. Se l’Europa diventa però una succursale del Fondo Monetario Internazionale, se gli interlocutori della Trojka si limitano a essere dei sacerdoti del verbo neoliberale, se la Germania continua a comportarsi in questa maniera, il popolo greco a un certo punto dirà: “Se ci volete morti è meglio tornare alla dracma”. Anche a costo di pagare un prezzo enorme, l’abbandono dell’euro permetterebbe ad Atene di trovare una via d’uscita da sola.

 

(Pietro Vernizzi)

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