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SIRIA/ La testimonianza: una giornata a Damasco tra tagliagole e bombe dal cielo

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Circa 15 minuti a piedi. Due giorni fa erano ancora più vicini, gli aerei volavano rasenti alle case sparando con i cannoni contro la gente del quartiere. La situazione cambia di ora in ora, in alcuni momenti ci troviamo nel cuore della battaglia e in altri ad alcuni minuti di distanza dagli scontri.

I ribelli controllano alcuni quartieri di Damasco?

L’Esercito Siriano Libero non controlla nessuno dei quartieri, e non prevediamo che ciò accada. La tattica dei ribelli è diversa, prima colpiscono e poi abbandonano l’area, perché temono le vendette del regime contro i civili. Quando l’Esercito Siriano Libero si insedia in una zona abitata, le forze di Assad arrivano e radono al suolo tutte le case. Per questo le armate rivoluzionarie sono sparse in tutta Damasco senza occupare determinate zone.

Come fa a proteggere la sua incolumità in questa situazione?

Ho abbandonato la mia casa per tre mesi, poi vi sono tornata ma vivo in altri luoghi per lungi periodi. Quando mi connetto a Internet utilizzo un programma per la protezione informatica, e soprattutto ho smesso di recarmi al lavoro, perché avevo paura che gli shabiha, la polizia o i servizi segreti venissero ad arrestarmi. Tutti gli attivisti come me utilizzano differenti nomi, linee telefoniche, automobili e abitazioni. Chi lavora sul campo deve cambiare tutto per evitare di essere scoperto.

(Pietro Vernizzi)

 

 



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