BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SIRIA/ Eid: la fine di Assad segnerà la nascita di un "nuovo" Libano

Pubblicazione:giovedì 26 luglio 2012

Ribelli dell'Esercito Siriano Libero Ribelli dell'Esercito Siriano Libero

Anche in Siria è indispensabile tranquillizzare le minoranze, e ultimamente ho notato una serie ripetuta di dichiarazioni preoccupate da parte dei responsabili europei, dal ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, al ministro italiano Giulio Terzi di Santagata. In Siria però il conflitto non si presenta come confessionale ma riguarda da un lato il regime, che include persone di diverse religioni, e dall’altra il popolo che aspira alla libertà, alla democrazia e alla creazione di uno Stato di diritto.

 

L’elite del regime però è alawita, una setta di religione sciita …

 

Nell’attentato di mercoledì a Damasco i generali uccisi non erano tutti alawiti, ma su tre di essi c’erano anche un cristiano e un sunnita. Bisogna quindi uscire da questa logica delle minoranze impaurite, che guarderebbero con timore all’eventuale arrivo di estremisti dopo la fine di Assad. E’ un modo di vedere le cose più occidentale che tipico della Siria. Ritengo tuttavia necessario avere il Libano come esempio, perché la Siria nel periodo di transizione che attraverserà dopo la fine di Assad avrà bisogno della collaborazione di tutte le componenti per dire al mondo: “Questo è il nuovo volto della Siria che noi vogliamo”.

 

La proposta di Monti ha solo un valore simbolico, o può funzionare concretamente?

 

Può funzionare concretamente, e lo dimostra il fatto che il Consiglio Nazionale Siriano da poche settimane è guidato da un personaggio che appartiene ai curdi, e che è composto da diversi cristiani, uno dei quali, George Sabra, è uno dei più indicati come futuro presidente. Il “governo ombra” dei ribelli comprende quindi le diverse componenti etniche e religiose del Paese, e non vedo quindi perché nella futura Siria non si possa replicare un’esperienza di questo tipo.

 

Anche il governo di Assad è ugualmente pluralista?

 

In teoria sì, ma nella pratica questa ripartizione è fasulla, in quanto pur essendo presenti dei ministri cristiani non hanno alcuna voce in capitolo all’interno della loro comunità, ma sono nominati esclusivamente sulla base della loro appartenenza al partito Ba’th al potere.

 

Secondo il regime è il Consiglio Nazionale Siriano a non essere pluralista, in quanto sarebbe dominato dai Fratelli musulmani …

 

La componente più presente sul terreno è quella dei Fratelli musulmani, i quali sono ben organizzati già da diversi decenni. Rappresentano quindi l’elemento maggioritario, ma il “governo ombra” include però anche liberali, cristiani e altri gruppi indipendenti. Ci sono quindi diversi orientamenti, e i Fratelli musulmani hanno evitato di mettersi troppo in mostra per non dare l’impressione di volere monopolizzare la scena.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.