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Esteri

SIRIA/ Harb (ex ministro): i cristiani non si fidino di chi per 30 anni li ha perseguitati in Libano

Per BOUTROS HARB, chi ha subito in prima persona le angherie di Assad nel Paese dei Cedri non crede alle sue promesse. I cristiani in Medio Oriente hanno una sola arma, la loro fede

Bashar AssadBashar Assad

“Assad ha perseguitato i cristiani durante l’occupazione siriana in Libano, e oggi afferma di essere l’unico in grado di proteggerli. Chi come me ha subito in prima persona le sue angherie nel Paese dei Cedri non crede minimamente al despota di Damasco. I cristiani in Medio Oriente hanno una sola arma, la loro fede e la loro determinazione, affidarsi a al potere umano di qualche dittatore è quanto di più anticristiano si possa immaginare”. Ad affermarlo è Boutros Harb, uno dei più importanti politici cristiani in Libano, ministro del Lavoro nel 2010 ed esponente della Coalizione 14 Marzo.

Harb, quale soluzione può essere trovata per fermare la guerra in Siria?

Innanzitutto, la questione principale è che il presidente Bashar Assad deve rassegnare le dimissioni e rinunciare al suo ruolo. Per un regime che sta uccidendo la sua gente, non è possibile continuare a restare al potere. La rivoluzione è nata per chiedere diritti e libertà. Nel momento in cui l’alternativa è tra aiutare i cittadini che reclamano i loro diritti e sostenere un regime che sta uccidendo la sua gente, ritengo che la scelta possa essere una sola. L’unica posizione degna nei confronti della Siria è quella di chi chiede che il regime dispotico sia trasformato in uno democratico, dove le elezioni siano in grado di decidere il futuro del Paese.

Concretamente, come è possibile fare a convincere Assad?

La comunità internazionale e i singoli Stati devono cercare un compromesso e offrire ad Assad una via d’uscita in grado di garantirgli l’incolumità. In questo modo è possibile mettere fine allo spargimento di sangue. Se si potesse adottare anche in Siria la soluzione trovata nello Yemen, sarebbe una cosa positiva. Sono invece contrario a un intervento militare dell’Europa, che creerebbe soltanto ulteriori problemi, soprattutto dopo che Cina e Russia si sono rifiutate anche solo di contemplare questa ipotesi.

Se Assad se ne andrà, ai cristiani in Siria avverrà quello che sta accadendo in Iraq e in Egitto?

No, la situazione in Siria è molto diversa. I cristiani sono una parte originale e importante della società siriana, alcuni stanno partecipando attivamente alla rivoluzione con lo scopo di convincere la comunità internazionale e soprattutto i cristiani a non fare più affidamento su Assad. Il dittatore strumentalizza i cristiani per difendere i suoi interessi.

Come si spiega allora le posizioni del patriarca Gregorio III Laham contro le rivolte?