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IL CASO/ Hulsman (Arab-West report): cosi l'informazione di regime "pilota" la Primavera Araba

Pubblicazione:lunedì 30 luglio 2012

Mohammed Morsi (InfoPhoto) Mohammed Morsi (InfoPhoto)

No. Questa è anche l'opinione di un alto funzionario egiziano che conosco molto bene e con cui ho appena parlato di questo argomento. In passato c'era un presidente  che poteva imporre i suoi decreti e decidere come dovevano andare le cose. Ora non è più così, oggi nella società egiziana vi sono molti centri di potere. In qualunque sua decisione, Morsi dovrà confrontarsi con l'opposizione ed è molto meno potente di qualunque dei presidenti militari che lo hanno preceduto. A mio parere, ed è questo anche il parere della nostra organizzazione, Arab-West Report, i copti dovrebbero rimanere in costante dialogo con i Fratelli Musulmani.  Nel Partito della Libertà e Giustizia vi sono molti con cui si può discutere e far presenti le preoccupazioni della comunità copta, mentre non è di nessun aiuto evitare la discussione. Non sto dicendo che discutere porti immediatamente a delle soluzioni, sarebbe ingenuo, ma, per quanto non sia facile, è meglio che rinunciare ritirandosi in una mentalità da ghetto.

 

Lei ha avuto incontri con appartenenti al Partito della Libertà e Giustizia? Questi incontri sono stati finora produttivi?

 

Sì, ne ho avuti, e sto attualmente lavorando per portare una delegazione dei vari partiti politici egiziani in Olanda e, se possibile, al Parlamento europeo. Tuttavia, data la attuale situazione incerta in Egitto, mi è stato consigliato di attendere le prossime elezioni per il nuovo parlamento. Comunque, è necessario mantenere i contatti con loro e, a livello personale, quasi sempre si incontrano persone disposte a dialogare. Il problema sorge a livello di sentimento collettivo e con chi cerca di manipolare tali sentimenti, per esempio, come detto, con una informazione non corretta.

 

Lei pensa, quindi, che  sia meglio mantenere i rapporti a livello personale piuttosto che al livello delle dichiarazioni ufficiali?

 

Senza dubbio gli organi ufficiali devono essere coinvolti, ma con le persone è più facile, si possono conoscere le loro opinioni personali, e quindi va senz'altro fatto, ma i contatti sono necessari a tutti i livelli. E' un momento cruciale per l'Egitto ed è importante focalizzarsi su ciò che sta avvenendo qui. Se si vuole costruire relazioni migliori tra Egitto ed Europa, occorre fare molta attenzione a proporre miglioramenti reali e con modalità che possano renderli accettabili per gli egiziani. Se si opera in un modo che dimostra attenzione per il bene del Paese, qui si può far molto, perché la gente è cosciente dei problemi che ha di fronte. Se però si crea antagonismo, le risposte diventano quelle che abbiamo visto all'inizio.

 

Lei è fiducioso nel futuro?

 

Sono prudente, ma certamente non negativo. E' difficile prevedere come si svilupperà la situazione, ma bisogna continuare a discutere e confrontarsi con persone e partiti, così da poter esercitare un proprio ruolo. E questo può essere fatto da singole persone, da organizzazioni e dai governi.

 

(Maria Bond)

 

 



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