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TEMPESTA IN RUSSIA/ Mar Nero, i morti sono più di 100

Pubblicazione:sabato 7 luglio 2012 - Ultimo aggiornamento:sabato 7 luglio 2012, 20.36

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E' ormai superiore al centinaio di vittime il bilancio della tempesta che si è abbattuta con una violenza inaudita nella regione russa di Krasnodar, sul Mar Nero. Ha iniziato a prodursi nella notte, con onde anche superiori ai 7 metri e fortissime raffiche di vento. La pioggia, in particolare, ha iniziato a battere in maniera fitta e intensa per poi diventare un violento nubifragio e trasformarsi, infine, in tifone. Sono state colpite soprattutto le zone balneari di Krymsk, Gelendzhek e Novorossiysk che sono interessate da frane e smottamenti, mentre violenti flussi d’acqua stanno invadendo le strade. Dalle altura attorno al mar nero hanno iniziato a scendere a valle fiumi fango misti a sassi e alberi.  Per il momento, 88 corpi sono stati ritrovati nel distretto di Krymsk, in quello di nel Gelendzhik, e 2 nel porto Novorossiysk. Moltissimi anziani e donne, al momento della tempesta, si trovavano per le strade.

Migliaia di residenti sono stati evacuati. In particolare, hanno dovuto abbandonare le proprie case 13mila abitanti. La forza del fenomeno è stata ad sradicare, secondo quanto hanno riferito i media locali, addirittura i semafori, gli alberi, i tetti delle case e i cartelloni della segnaletica stradle. Oltretutto, i trasporti della Regione sono in tilt, anche a causa del blocco delle navi della Transneft, la società petrolifera che gestisce i rifornimenti. Sono in tilt anche le reti ferroviarie. Si è deciso di dirottare altrove una decina di convogli, tre dei quali trasportavano 50 bambini diretti verso le spiagge del mare nero in vacanza, in viaggi organizzati dai campi scuola.

Nel frattempo, la polizia ha dispiegato un ingente numero di agenti per evitare episodi di sciacallaggio di massa. La gente, nel frattempo, si sta riversando sui tetti. Pare che sia l’unico modo per sopravvivere alla violenza dei fiumi che stanno inondando le strade. Come se non bastasse, le condizioni climatiche sono tali da impedire l’intervento degli elicotteri. Per ora, si sta procedendo, laddove le condizioni del terreno lo consentano, a piedi o con mezzi anfibi quali i gommoni. Sono in campo gli uomini della protezione civile mentre a breve dovrebbe intervenire anche l’esercito.


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