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SIRIA/ Hillary Clinton: Assad rischia un attacco catastrofico

L'avvertimento di Hillary Cliton: la Siria rischia un attacco catastrofico con conseguenze non solo per la Siria, ma per tutta la regione. Continuano i bombardamenti sui ribelli

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Il regime di Assad rischierebbe un attacco definito catastrofico. A dirlo è il segretario di Stato americano Hillary Clinton parlando a Tokyo durante la conferenza sull'Afghanistan. Pochi giorni fa si era tenuta  Parigi una conferenza di Paesi "Amici della Siria" con circa cento nazioni partecipanti, al termine della quale era stata sottoscritta una dichiarazione che chiedeva nuove e più forti sanzioni contro il regime di Assad, e aiuti concreti alla popolazioni civile sottoposta alla sanguinaria repressione del regime stesso. A Parigi era stato escluso comunque qualunque possibile intervento militare, ma adesso la Clinton sembra minacciarne uno. Queste parole a commento del fallimento del piano di pace dell'inviato dell'ONU Kofi Annan, fallimento riconosciuto dallo stesso inviato. Annan ha commentato che a questo punto è necessario includere in eventuali trattative con il regime anche l'Iran, che sta manovrando i ribelli siriani più fondamentalisti e li rifornisce di armi. Anche la Russia, principale sostenitrice invece del regime, ha chiesto di coinvolgere l'Iran nelle trattative, cosa che invece non fa piacere agli americani. Ragionando sull'ennesimo fallimento delle Nazioni unite in Siria Hillary Cliton ha spiegato come l'opposizione al regime si stia rafforzando e che a questo punto la Siria rischierebbe un attacco appunto catastrofico. Che tipo di attacco sia, non lo ha spiegato, ma ha detto trattarsi di un evento che risulterebbe disastroso non solo per la Siria, ma per tutta la regione. Da quando più di un anno fa sono cominciate in Siria le manifestazioni contro Assad, sarebbe quasi ventimila le persone rimaste uccise, di cui più di 11mila sarebbero civili, bambini compresi. Nel dettaglio, secondo quanto comunicato dall'Osservatorio siriano per i diritti umani, i morti sarebbero 17.012 morti di cui 11.815 civili, 4.316 membri dell'esercito e dei servizi di sicurezza e 881 disertori. E proprio in queste ore si registrano nuove vittime. Tra ieri e oggi si sono verificati oltre cento morti di 45 civili. L'esercito governativo sta bombardando in queste ore le città di Homs, Qusayr e Rastan e anche quella di Azaz, roccaforti dei ribelli da mesi sotto le bombe.