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NIGERIA/ Strage di cristiani: 90 morti, ucciso anche un senatore

Tra ieri e oggi circa novanta cristiani sono stati uccisi da attacchi in vari villaggi operati dai radicali islamici. E' stato ucciso anche un senatore, portavoce del governatore dello Stato

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Strage di cristiani, l'ennesima, in Nigeria. Un Paese che, almeno in alcune regioni, quelle del nord a maggioranza islamica, è ormai un Paese in balia di poche bande armate che seminano il terrore senza che nessuna forza di polizia sia in grado di porre rimedio. Le vittime come sempre i nigeriani di fede cristiana che i musulmani vogliono cacciare dal nord del Paese per fondare uno Stato islamico integralista. Tra ieri e oggi almeno novanta cristiani sono stati uccisi in vari attacchi armati in diverse città. Tra le vittime anche un senatore che si trovava ai funerali di alcuni cristiani uccisi in precedenza. Gli episodi sanguinari sono avvenuti nello Stato di Plateau. Questa volta, invece degli usuali attacchi alle chiese alla domenica mattina durante le funzioni religiose, è stato scatenato un attacco armato su grande scala che ha colpito numerose città. Tra queste, i villaggi di Kakuruk, Kuzen, Ngyo, Kogoduk, Ruk, Dogo, Kufang, Kpapkpiduk, Kai. Di queste novanta vittime accertate, circa cinquanta sono state trovate all'interno di una chiesa. Questi cinquanta cadaveri erano stati dati alle fiamme dentro la chiesa del villaggio di Matsai. Nel pomeriggio di ieri infine durante i funerali delle vittime, gli islamici hanno attaccato la folla uccidendo venti persone tra cui un senatore. Si tratta del portavoce del governatore dello Stato, Gyang Dantong. E' stato ucciso anche il leader della maggioranza parlamentare Gyang Fulani. Secondo il governo centrale nigeriano autori dei massacri sarebbero i pastori della tribù Fulani, di religione islamica. I rappresentanti della tribù negano l'accusa e invece dicono essere stati i militari nigeriani ad aver attaccato membri della tribù. Il governo locale dello Stato di Plateau ha imposto il coprifuoco in quattro zone. E' intervenuto anche il capo dello Stato che ha definito gli attacchi un assassinio e ha chiesto alla popolazione di "elevarsi" per impedire il ritorno a una epoca di barbarie e a uno stato selvaggio voluto dai responsabili dei massacri. Appare evidente che fino a oggi comunque il governo centrale nulla ha potuto fare - o ha voluto, secondo alcuni osservatori -per difendere le minoranze cristiane del nord della Nigeria.