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SIRIA/ C'è l'accordo tra Assad e Annan, ecco il piano per i ribelli

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La Siria potrebbe essere arrivata a una svolta dopo oltre un anno di massacri e guerra civile. Dopo un fallimento registrato proprio pochi gironi fa nel corso dell'ennesima visita dell'inviato delle Nazioni Unite Kofi Annan a Damasco, lo stesso Annan adesso parla di un accordo positivo. Dopo l'ultimo incontro aveva invece detto che ogni possibile soluzione era fallita. La Siria si trova ormai sprofondata in una guerra civile che non sembra dare possibilità di vittoria né al regime in carica né ai ribelli, ma solo trascinare la popolazione civile nelle uccisioni. Delle quasi ventimila vittime che si sono registrate fino a oggi infatti più di undicimila morti sarebbero civili. A portare questa possibile svolta forse le pressioni lanciate dalla conferenza di Parigi che si è tenuta una settimana fa e dove nazioni come Francia e Stati Uniti hanno dichiarato la necessità che Assad cessi la sua politica di repressione lasciando intendere anche scenari di possibili interventi militari. Hillary Clinton nei gironi scorsi ha parlato di un intervento catastrofico per il regime. Adesso il nuovo incontro. Annan parla di un esito positivo e di un incontro franco e positivo. Si sarebbe raggiunto un accordo su quello che viene definito un "approccio per porre fine alle violenze in Siria che verrà ora sottoposto ai ribelli armati". Non si conoscono i dettagli del piano, ma è la prima volta che regime e ribelli potrebbero confrotnarsi sul modo per uscire dalla crisi. E' la prima volta che Assad si lascia andare a delle concessioni, evidentemente le continue diserzioni nel suo stato maggiore e le difficoltà a reprimere la ribellione devono avergli fatto cambiare idea. Adesso l'inviato ell'Onu si reca in Iran, Paese che da sempre sostiene i ribelli siriani soprattutto nelle loro frangi più estremiste. Sulla situazione è invece intervenuta la Russia, unica vera sostenitrice del regime di Assad, che ha sempre posto il veto a ogni risoluzione dell'ONU. Putin ha criticato l'occidente, capace, ha detto, di esportare solo la democrazia dei missili ma ha sottolineato l'urgenza di un dialogo fra le parti in lotta fra loro. "Sono convinto che dobbiamo fare tutto il possibile per portare le parti in confitto a trovare una soluzione politica pacifica su tutti i temi in questione", ha detto. 



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