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EGITTO & ISRAELE/ Eid: dai partiti islamisti una spirale infinita di estremismo

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La Striscia di Gaza, dopo la salita al potere di Hamas, pullula di gruppi salafiti, alcuni anche vicini ad Al Qaeda, tra cui il gruppo Al-Galgala protagonista in passato di scontri armati con la polizia di Hamas. Sono quindi gruppi con decine e decine di affiliati, e che sono giunti a dichiarare l’“Emirato Islamico di Gaza” trascinando Hamas nella lotta armata. Il loro obiettivo era quello di superare Hamas a destra, dimostrandosi ancora più islamisti. Il partito palestinese ha cercato di controllare queste formazioni, uccidendone l’emiro Abdul-Latif Moussa, ma gli estremisti continuano a essere presenti e a mettere in imbarazzo il governo di Hamas lanciando i loro missili contro i kibbutz. Resta il fatto che questi gruppi non appartengono ad Hamas, alcune di queste denominazioni hanno invece giurato fedeltà ad Al Qaeda.

 

Chi c’è veramente dietro questa galassia?

 

Sostanzialmente tre movimenti. In primo luogo le Brigate di Ansar al-Sunna, che in arabo significa “I Partigiani della tradizione islamica”. Questo movimento professa il sostegno al jihadismo internazionale e ha rivendicato il lancio di razzi contro Israele l'11 e il 18 marzo scorso, mentre l’alto rappresentante Ue per la politica estera si trovava in visita a Gaza. E’ l’unico ad avere organizzato raid di questo tipo? Lo hanno fatto anche “I Soldati Partigiani di Dio”, in arabo Jund Ansar Allah. Il suo fondatore è stato lo sceicco Adul-Latif Moussa nel 2007 a Rafah. La formazione estremista ha proclamato un emirato islamico a Gaza, scatenando un tafferugli con la polizia di Hamas in cui hanno perso la vita 22 persone.

 

In Palestina è presente anche Al Qaeda?

 

Sì, è nata a metà del 2005 e l’anno successivo ha rivendicato alcuni lanci di razzi contro i kibbutz di Neve Dekalim e Ganei Tal. Al Qaeda accusa Hamas di aver rinunciato all'applicazione della sharia islamica e della jihad contro Israele, in cambio di posti di potere.

 

(Pietro Vernizzi)



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