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Esteri

EGITTO/ Micalessin: Morsi si è comprato l'esercito con i soldi del Qatar

Mohamed Morsi ripreso dalla tv Al Jazeera (Infophoto)Mohamed Morsi ripreso dalla tv Al Jazeera (Infophoto)

Se c’è effettivamente il Qatar dietro la mossa di Morsi, non può essere un fuoco di paglia. Il Qatar inoltre ha giocato un ruolo fondamentale in Libia dove (in occasione della caduta del regime di Mu’ammar Gheddafi, ndr) ha inviato le sue forze speciali. In Siria si è coinvolto pesantemente non solo finanziando gli insorti, gli oppositori al regime di Bashar al-Assad, ma essendo anche presente militarmente sul territorio: in Turchia, infatti, partecipa al coordinamento delle forze d’opposizione. Ma soprattutto, il Qatar ha il grande vantaggio di esser considerato in Occidente come un attore meno compromesso e meno fondamentalista dell’Arabia Saudita e dell’Iran. È considerato a livello quasi della Turchia.

 

Un partner per il dialogo quindi?

 

Sì. È un partner accettabile. La Francia ha già intensi rapporti consolidati con il Qatar, che spende miliardi di euro in investimenti immobiliari e, come si sa, è proprietario della squadra di calcio del Paris Saint-Germain. Il Qatar ha un’immagine che all’Occidente piace perché sembra un grande emirato disposto a finanziare tutti i progetti per cui mancano i soldi europei…

 

Tornado sulla decisione di Morsi di chiedere le dimissioni di Tantawi e Anan, molti dicono che ha pesato l’incapacità di gestire al meglio i disordini in Sinai, dove l’altro giorno 16 militari hanno perso la vita in seguito all’attacco di estremisti islamisti. Lei cosa ne pensa?

 

Penso che sia stato soltanto il pretesto per mettere a segno un colpo preparato da lungo tempo. Il Sinai è stato giocato ad arte da Morsi per mettere a segno questo colpo contro i militari, notoriamente contrari ai Fratelli musulmani. E non dimentichiamoci che, non a caso, in Sinai è molto presente e opera Hamas, che altro non è se non una filiazione diretta dei Fratelli musulmani.

 

(Matteo Rigamonti)

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