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JULIAN ASSANGE/ L’Ecuador concede asilo politico al fondatore di Wikileaks

Pubblicazione:giovedì 16 agosto 2012

Julian Assange (InfoPhoto) Julian Assange (InfoPhoto)

L’Ecuador ha concesso asilo politico a Julian Assange, fondatore di Wikileaks. Lo ha riferito il ministro degli Esteri di Quito, Ricardo Patino, secondo cui Assange “rischia di diventare perseguitato politico se estradato dalla Gran Bretagna. Se dovesse finire negli Usa non riceverebbe un giusto processo e potrebbe addirittura essere messo a morte”. Il diritto d’asilo, ha aggiunto il ministro, è un diritto umano fondamentale e fa parte del diritto internazionale". Intanto la polizia di Londra si è scontrata con i manifestanti pro-Assange intenti a sfilare davanti all'ambasciata dell'Ecuador in Gran Bretagna. E’ una nota ufficiale del Foreign Office, e pubblicata dall'agenzia di stampa ecuadoregna Andes, a far riferimento alla presenza del fondatore di Wikileaks nella rappresentanza di Quito. “Ribadiamo – si legge - che un uso simile delle rappresentanze diplomatiche è incompatibile con quanto stabilito dalla Convenzione di Vienna e che abbiamo già messo in chiaro le implicazioni di tutto ciò sulle nostre relazioni diplomatiche. Siate consapevoli che esiste una base legale, la legge sulle rappresentanze diplomatiche e consolari del 1987, che permette di prendere azioni per arrestare il signor Assange all'interno della rappresentanza diplomatica. Non vorremmo arrivare fino a questo punto, ma, se non scioglierete il nodo della presenza di Assange, per noi questa resta una strada aperta”. Wikileaks ha invece definito “estrema e ostile” la posizione inglese, considerata “non proporzionata alle circostanze e un attacco senza precedenti ai diritti dei richiedenti asilo in tutto il mondo”. Un caso, quello di Assange, che rischia dunque di creare un pesante incidente diplomatico tra i due Paesi. “Mettiamo in chiaro in modo assoluto - ha fatto sapere l'incaricato d'affari britannico in Ecuador - che se ci arrivasse una richiesta di salvacondotto, la rifiuteremmo”. Secondo Sir Tony Brenton, ambasciatore per il Regno Unito dal 2004 al 2008, se il Foreign Office metterà in pratica le minacce rivolte all'ambasciata dell'Ecuador a Londra avrà "arbitrariamente" violato il diritto internazionale. 


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