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Esteri

LIBANO/ Sciiti vicini a Hezbollah rapiscono 20 persone

I rapimenti fanno seguito alle tensioni di ieri quando alcuni prigionieri libanesi dei ribelli siriani sono rimasti feriti in uno scontro con le forze aeree del regime di Assad

(Infophoto)(Infophoto)

C’è tensione in Libano per la notizia del rapimento, tra ieri e oggi, di una ventina di cittadini siriani e uno turco, insieme ad altri sauditi (questi ultimi di provenienza di paesi a maggioranza sunnita che sostengono i ribelli siriani, sunniti pure loro). Il rapimento, secondo quanto riportato dalle agenzia stampa, fa seguito alle tensioni della giornata di ieri in Siria quando i prigionieri libanesi fatti prigionieri dai ribelli siriani che si oppongono al regime Damasco sono rimasti feriti durante uno scontro aereo con le forze governative di Bashar al Assad. I rapitori sono membri di alcuni clan sciiti, fedeli al movimento filo-iraniano Hezbolla e operanti nella regione della capitale del Libano, Beirut e chiedono la liberazione di un capo del clan Midqad, catturato vicino Damasco dai ribelli siriani. L'Arabia Saudita ha avvertito i propri cittadini di lasciare il Libano. 

“La minaccia dei rapitori di sequestrare altri ostaggi provenienti da Turchia, Arabia e Qatar per favorire il rilascio di un parente catturato dai ribelli siriani a Damasco”, commenta la Reuters “ha riportato immediatamente l'eco della lunga guerra civile libanese, e i governi arabi del Golfo non hanno perso tempo e hanno subito invitato i propri cittadini a lasciare il Paese”.

Intanto questa mattina un volo dell'Air France da Parigi non è atterrato a Beirut, ma è stato dirottato prima a Damasco, per rifornimenti, e quindi a Larnaca, a Cipro, per le «incerte condizioni di sicurezza» nella capitale libanese. L'agenzia nazionale Nna ha riferito che la polizia e l'esercito libanesi sono impegnati, tra l'altro, a proteggere le delegazioni diplomatiche della Turchia e dei Paesi del Golfo, in particolare di Qatar e Arabia Saudita.

Peggiora dunque sempre più la situazione diplomatica della Siria, che dopo la sospensione operata dalla Lega Araba, ieri è stata sospesa anche dall’Oci, l’Organizzazione della Conferenza islamica. E il rapporto presentato dall’Onu conferma la sistematica violazione dei diritti umani e i crimini di guerra perpetrati dagli aderenti al regime di Assad. Le violenze messe in atto dai ribelli siriani invece sono state reputate di entità e responsabilità minori.