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LIBANO/ Sciiti vicini a Hezbollah rapiscono 20 persone

Pubblicazione:venerdì 17 agosto 2012

(Infophoto) (Infophoto)

C’è tensione in Libano per la notizia del rapimento, tra ieri e oggi, di una ventina di cittadini siriani e uno turco, insieme ad altri sauditi (questi ultimi di provenienza di paesi a maggioranza sunnita che sostengono i ribelli siriani, sunniti pure loro). Il rapimento, secondo quanto riportato dalle agenzia stampa, fa seguito alle tensioni della giornata di ieri in Siria quando i prigionieri libanesi fatti prigionieri dai ribelli siriani che si oppongono al regime Damasco sono rimasti feriti durante uno scontro aereo con le forze governative di Bashar al Assad. I rapitori sono membri di alcuni clan sciiti, fedeli al movimento filo-iraniano Hezbolla e operanti nella regione della capitale del Libano, Beirut e chiedono la liberazione di un capo del clan Midqad, catturato vicino Damasco dai ribelli siriani. L'Arabia Saudita ha avvertito i propri cittadini di lasciare il Libano. 

“La minaccia dei rapitori di sequestrare altri ostaggi provenienti da Turchia, Arabia e Qatar per favorire il rilascio di un parente catturato dai ribelli siriani a Damasco”, commenta la Reuters “ha riportato immediatamente l'eco della lunga guerra civile libanese, e i governi arabi del Golfo non hanno perso tempo e hanno subito invitato i propri cittadini a lasciare il Paese”.

Intanto questa mattina un volo dell'Air France da Parigi non è atterrato a Beirut, ma è stato dirottato prima a Damasco, per rifornimenti, e quindi a Larnaca, a Cipro, per le «incerte condizioni di sicurezza» nella capitale libanese. L'agenzia nazionale Nna ha riferito che la polizia e l'esercito libanesi sono impegnati, tra l'altro, a proteggere le delegazioni diplomatiche della Turchia e dei Paesi del Golfo, in particolare di Qatar e Arabia Saudita.

Peggiora dunque sempre più la situazione diplomatica della Siria, che dopo la sospensione operata dalla Lega Araba, ieri è stata sospesa anche dall’Oci, l’Organizzazione della Conferenza islamica. E il rapporto presentato dall’Onu conferma la sistematica violazione dei diritti umani e i crimini di guerra perpetrati dagli aderenti al regime di Assad. Le violenze messe in atto dai ribelli siriani invece sono state reputate di entità e responsabilità minori.


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