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SIRIA/ Eid: la soluzione militare c'è ma nessuno la vuole

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In Siria (InfoPhoto)  In Siria (InfoPhoto)

La Siria negli anni 70 era intervenuta militarmente per mettere fine alla guerra in Libano: l’intervento di una forza non internazionale ma araba o anche islamica potrebbe non costituire intervento negli affari interni della Siria. L’ideologia del partito al potere non considera gli arabi degli stranieri.

 

È una soluzione possibile?

 

È un’idea… ma probabilmente saranno i fatti militari a imporre la via d’uscita. La diplomazia, fino a questo momento ha dimostrato tutte le sue falle e debolezze: fino a quando Russia e Cina continueranno a giocare la carta del veto ogni azione diplomatica sarà intralciata.

 

Si è parlato solo di Siria a La Mecca?

 

No, non solo. Oltre alla crisi siriana altri due argomenti erano all’ordine del giorno: la questione palestinese, che è un tema fisso da quando è stata fondata l’Oci nel ’69, e la persecuzione contro i musulmani in Myanmar, che è un fatto nuovo. Ma su questi argomenti l’accordo è stato unanime.

 

Cosa si è detto del Myanmar?

 

È un tema che sulla stampa islamica sta avendo sempre più eco: riguarda le persecuzioni del regime militare contro l’etnia Rohingya che abita la regione dell’Arakan. Stanno uscendo sempre più rapporti che parlano di stato d’assedio, persecuzioni e divieti di far pervenire aiuti umanitari a questa minoranza. Si tratta di etnie che hanno abbracciato l’Islam da secoli. E solo ultimamente, a seguito di disastri naturali, il governo birmano ha consentito l’arrivo di alcuni aiuti.

 

(Matteo Rigamonti)



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