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CINA-GIAPPONE/ La tensione resta alta: attivisti nipponici sbarcano sulle isole contese

Pubblicazione:domenica 19 agosto 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Resta alta la tensione tra Cina e Giappone sulle isole contese del mar della Cina meridionale. Dopo l’azione di pochi giorni fa da parte di una quindicina di attivisti cinesi, fermati e poi espulsi dalle autorità di Tokyo per essere sbarcati su uno degli isolotti, all’alba di oggi una flottiglia giapponese composta da una ventina di imbarcazioni, salpata ieri dall'isola di Ishikagi, è arrivata al largo dell'arcipelago delle Senkaku. A bordo circa 150 persone, tra cui parlamentari e militanti, intenzionati a rivendicare la sovranità di Tokyo sulle isole, nonostante da Pechino sia recentemente arrivato l’avvertimento ad “astenersi da qualsiasi azione illegale che metta a rischio la sovranità territoriale”. “Per fortuna, la comunità internazionale riconosce che le isole Senkaku sono giapponesi, ma penso che si debba, con questo tipo di spedizioni, sensibilizzare il più possibile il resto del mondo su questo problema”, ha fatto sapere la deputata Keiko Yamatani. Solo pochi giorni fa, il 15 agosto scorso, 14 attivisti cinesi erano invece sbarcati sulla più grande delle isole contese, Uotsuri, proprio nella giornata della memoria per il 67esimo anniversario della resa incondizionata del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale. Gli attivisti sono stati poi espulsi e rimpatriati, dopo che il loro arresto aveva suscitato numerose proteste da parte di Pechino. Il premier giapponese, Yoshihiko Noda, pur criticando duramente "l'ingresso nelle acque territoriali giapponesi e lo sbarco illegale su Uotsurijima" degli attivisti, ha voluto però evitare di incrinare ulteriormente i rapporti tra i due Paesi. Dopo questo episodio, 150 nazionalisti giapponesi avevano fatto sapere che sarebbero salpati il giorno successivo con una ventina di navi alla volta delle isole al centro della disputa. Anche se agli attivisti giapponesi è stata negata l'autorizzazione a sbarcare, oggi all’alba la flottiglia è arrivata al largo dell'arcipelago delle Senkaku. A bordo circa 150 persone e, come annunciato dagli stessi attivisti, erano presenti anche parlamentari e politici locali, intenzionati a rivendicare la sovranità di Tokyo sulle isole. 


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