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JULIAN ASSANGE/ Il fondatore di Wikileaks contro gli Usa: non devono perseguirmi

Julian Assange, fondatore dell’ormai celebre sito internet Wikileaks, oggi ha tenuto una sorta di conferenza stampa dal balcone dell’Ambasciata dell’Ecuador di Londra

Julian Assange (Infophoto) Julian Assange (Infophoto)

JULIAN ASSANGE PARLA DAL BALCONE DELL’AMBASCIATA ECUADORENA DI LONDRA Julian Assange, fondatore dell’ormai celebre sito internet Wikileaks, oggi ha tenuto una sorta di conferenza stampa dall’Ambasciata dell’Ecuador di Londra, luogo dove si è rifugiato circa due mesi fa. L’uomo, per non rischiare l’arresto, ha parlato dal balcone dell’Ambasciata. Su di lui pende infatti un mandato di arresto da parte delle autorità della Svezia che lo accusano di stupro. Stoccolma ha chiesto a Londra l’estradizione di Assange. E proprio per evitare la cattura l’uomo si è rifugiato nell’Ambasciata dell’Ecuador chiedendo asilo. Che gli è stato concesso giovedì scorso. Le autorità inglesi stanno comunque sorvegliando l’Ambasciata e hanno promesso di arrestarlo non appena calpesterà il suolo britannico. Assange ha quindi provveduto subito a ringraziare pubblicamente Quito e i paesi del Sud America (tra cui Venezuela, Bolivia, Cuba e Nicaragua) che l’hanno appoggiato: “Ringrazio il presidente dell'Ecuador, il governo e il ministro degli Esteri che hanno difeso il diritto internazionale. Ringrazio anche il popolo ecuadoriano e anche la famiglia dell'ambasciatrice che hanno subito minacce per avermi accolto qui”. Quindi si è poi rivolto agli Stati Uniti, chiedendo che mettano fine alla caccia alle streghe iniziata nei confronti di Wikileaks. “Gli Stati Uniti devono tornare indietro sulle proprie decisioni, devono capire che non devono perseguirmi, non devono perseguire la democrazia, devono capire che vanno contro una persona che sta cercando di dire la verità” ha detto l’australiano. Il quale ha poi ricordato Bradley Manning, il militare americano finito in carcere con l’accusa di essere una delle fonti importanti dei cable diffusi da Wikileaks: “È un eroe e deve essere liberato”, ha detto Assange. Secondo poi quanto dichiarato dall’ex giudice spagnolo Baltasar Garzon, avvocato di Assange, il fondatore di Wikileaks ha intenzione di portare avanti la battaglia legale in difesa del suo sito. Garzon ha anche spiegato che il suo assistito “non si è mai rifiutato di rispondere alle autorità svedesi. Chiede solo garanzie minime perché questo possa avvenire. Fino ad oggi queste garanzie non sono arrivate”.