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Esteri

CINA/ La moglie di Bo Xilai condannata a morte con sospensione della pena

Si è concluso il processo per omicidio nei confronti di Gu Kailai, moglie di Bo Xilai, ex segretario (potentissimo) del Partito Comunista Cinese della provincia di Chongqing,

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Si è concluso il processo per omicidio nei confronti di Gu Kailai, moglie di Bo Xilai, ex segretario (potentissimo) del Partito Comunista Cinese della provincia di Chongqing, ovvero la municipalità autonoma più estesa del gigante asiatico. La donna è stata giudicata colpevole e condannata alla pena capitale. La sentenza, tuttavia, ha previsto anche la sospensione della pena da qui a due anni. Con ogni probabilità, quindi, il verdetto sarà commutato nell’ergastolo. Sono stati, inoltre, inflitti nove anni di carcere ad un dipendente della sua famiglia, Zhang Xiaojun, riconosciuto colpevole di complicità. Gu Kailai ha confessato al tribunale di Heinan, capoluogo della provincia orientale di Anhui, l’assassinio, avvenuto lo scorso novembre, di Neil Heywood, uomo d’affari britannico. La donna ha fatto, inoltre, sapere che non intende fare ricorso. Pare che abbia accettato la decisione dei giudici, come riferisce un loro portavoce, ritenendola giusta. La Corte ha riconosciuto alla condannata alcune attenuanti. Avrebbe agito, in particolare, per difendere suo figlio, Bo Guagua, che sarebbe stato minacciato proprio dalla vittima. Sarebbe stata una mail inviata da Neil Heywood alla rea confessa ad aver scatenato il suo raptus omicida. La donna, nella seconda metà del 2011, avrebbe intrattenuto con il britannico una serie di incontri d’affari. Dopo la mail di minacce, lo avrebbe incontrato in albergo dove, dopo avergli fatto ingerire ingenti quantitativi d’alcol, alla richiesta di lui di un bicchiere d’acqua, gli avrebbe somministrato del cianuro. L’avvocato della famiglia della vittima, He Zhengsheng – come riferisce un comunicato dell’ambasciata britannica a Pechino – era presente durante la sentenza di condanna e ha espresso la propria soddisfazione per l’interesse della autorità nel seguire la vicenda. Contemporaneamente, tuttavia, ha auspicato che nella vicenda vengano rispettati i principi del diritto internazionale umanitario e che la pena di morte, quindi, non venga applicata. Contestualmente, Bo Xilai vede sfumare definitivamente ogni possibilità di ascesa al potere.