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J'ACCUSE/ Il vescovo di Cipro: i turchi perseguitano i cristiani in Europa

L'arcivescovo Chrysostomos II con Dmitry Medvedev L'arcivescovo Chrysostomos II con Dmitry Medvedev

Un dialogo religioso a livello personale esiste già e mi vede impegnato insieme alla massima autorità musulmana del Nord di Cipro. I frutti però non si vedono, perché quando faccio una promessa la posso realizzare, mentre quando a farla è la mia controparte l’Esercito turco si mette ogni volta di mezzo impedendo qualsiasi passo avanti. Tutte le moschee che si trovano nella parte libera di Cipro, grazie anche all’intervento dello stesso governo cipriota, sono restaurate e mantenute in buone condizioni. Al contrario le 520 chiese che esistono nella Cipro occupata stanno cadendo a pezzi perché non ci permettono neppure di avvicinarci.

 

E’ l’unica restrizione alla libertà religiosa dei cristiani nel Nord di Cipro?

 

Nella Cipro occupata non esiste alcuna libertà religiosa. I cristiani si trovano sotto lo stivale dei coloni e dell’Esercito turco. A Carpasia sono rimasti, quasi intrappolati, 300 anziani greco-cristiani, i quali semplicemente restano lì a soffrire. Allo stesso vescovo di Carpasia è impedito di celebrare messa, di visitare i suoi fedeli, di avvicinarsi alle sue chiese.

 

Che cosa può fare la comunità internazionale?

 

Sfortunatamente per noi la Turchia ha 70 milioni di abitanti, cioè 70 volte i cittadini di Cipro. E’ quindi evidente quali siano i grandi interessi economici in gioco, e che possono essere fatti pesare a livello internazionale. Che cosa ne pensa del fatto che spesso i musulmani dichiarano di volere proteggere i cristiani? E’ un motto vuoto, uno slogan privo di sostanza. La Turchia vorrebbe occupare tutta Cipro, ma sa benissimo che se agisse in questo modo l’umanità intera sarebbe contraria e quindi non lo fa quantomeno con le armi.

 

(Pietro Vernizzi)

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