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Esteri

GRECIA/ Samaras: ridaremo i soldi ai tedeschi. Più tempo per le riforme

Il primo ministro greco Samaras si è incontrato ieri con il presidente dell'Eurogruppo. Ha promesso di restituire i prestiti ma chiede più tempo per poterlo fare

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Il primo ministro greco Antonis Samaras ha cominciato ieri la serie di incontri ad altissimo livello che secondo alcuni sono decisivi per il futuro della Grecia. Il capo del nuovo governo ellenico, uscito dalle urne delle seconde elezioni consecutive, deve presentare ai massimi responsabili della politica economica europea il piano di riforme che la Grecia intende mettere in atto per risolvere la drammatica crisi che sta vivendo. Ovviamente il momento più importante di questa serie di incontri sarà venerdì quando Samaras incontrerà il cancelliere tedesco Angela Merkel, il temibile "nemico" di Atene che fino a oggi ha imposto la massima severità alla Grecia. Ieri invece l'incontro con il presidente dell'Eurogruppo Jucker e sabato infine quello con il presidente francese Hollande. Nell'incontro di ieri, come era stato annunciato, Samaras ha chiesto che alla Grecia venga concesso più tempo per restituire i soldi che le sono stati prestati. Ha anche voluto assicurare i tedeschi che tutto verrà restituito: si è impegnato personalmente. "Chiediamo soltanto un po' più di respiro per far girare l'economia e aumentare gli introiti statali. Più tempo non significa automaticamente più soldi" aveva detto nel corso di una intervista con il giornale Bild. In altre dichiarazioni ha voluto chiarire come una eventuale esclusione del suo Paese dall'euro, come paventano diversi esponenti della politica tedesca, provocherebbe una crisi ancora più grave nel suo Paese, con ricadute che toccherebbero inevitabilmente tutta l'Europa: "La Grecia sanguina, davvero" ha detto. Ecco perché è decisivo che venga concessa una nuova serie di aiuti pari a 11,5 miliardi di euro. Secondo altre fonti la richiesta sarebbe invece di 13,5 milioni di euro. Juncker però non è apparso molto felice dell'incontro avuto: la Grecia, ha detto, soffre di crisi di credibilità. Ha però detto che non desidera che il Paese venga espulso dall'eurozona. Dunque ogni decisione sugli aiuti alla Grecia è rimandata a ottobre: lo ha fatto  sapere anche la Merkel, chiudendo in pratica già in anticipo l'incontro di venerdì prossimo. Bisogna aspettare il rapporto della Troika, hanno fatto sapere Juncker e il cancelliere. Il rapporto di Ue, Bce e Fmi sui progressi greci è infatti fondamentale per decidere cosa fare.