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PAKISTAN/ Il ministro Bhatti: oggi sarà rilasciata la bambina arrestata per blasfemia

Pubblicazione:giovedì 23 agosto 2012

La polizia pakistana sorveglia le strade di Islamabad La polizia pakistana sorveglia le strade di Islamabad

Ho telefonato a tutti gli imam delle moschee di Islamabad, e ho cercato di spiegare loro che, qualsiasi cosa si pensasse di ciò che era avvenuto alla bambina, la gente dei quartieri cristiani non ne aveva nessuna colpa. Loro hanno compreso il mio messaggio, ne hanno discusso tra di loro, hanno appoggiato la mia idea e nelle moschee non si è predicato per incitare alla violenza. Nonostante ciò quasi mille persone dopo la preghiera sono scese nelle strade per linciare i cristiani. Le forze dell’ordine sono riuscite a fermarle, e i manifestanti si sono limitati a bruciare dei copertoni e a fare piccoli danni.

 

Come valuta la posizione del governo di cui fa parte?

 

Ho preso parte a un vertice con il capo della polizia e con il ministro degli Interni, e ho chiesto loro conto dei motivi per cui Rimsha era stata arrestata. Secondo la loro versione, se non fosse stata portata in carcere sarebbe stata uccisa dalla folla. Ora però la parola spetta al giudice, e sono d’accordo che entro oggi (giovedì 23 agosto, Ndr) la bambina sarà rilasciata.

 

Da chi è incitata la folla che vuole assalire i cristiani?

 

Si tratta di una corrente che persiste da anni. Quando si verificano episodi di questo tipo, è perché qualcuno incoraggia i musulmani a punire chi offende la loro fede. Il popolo pakistano è ingenuo, e quando qualcuno lo aizza alla violenza inizia subito a seguirlo. I predicatori portano esempi di fede, e non riescono nemmeno a vedere il lato umano della vicenda, e cioè che si tratta di una bambina con dei disordini mentali. Figuriamoci quindi se possono arrivare a capire che quello della piccola Rimsha potrebbe essere tutto un caso fabbricato ad arte, in quanto è abbastanza inspiegabile che un passante sapesse già che nel sacchetto di plastica in mano alla piccola ci fossero dei versetti del Corano.

 

Com’è la situazione delle altre famiglie cristiane?

 

Nel quartiere G-8 di Islamabad vivevano circa 500 famiglie cristiane che sono state costrette a fuggire dalle loro case e non ha nessuna intenzione di tornarvi, perché hanno il terrore di essere uccisi dai musulmani. Siamo quindi molto preoccupati per la loro sorte.

 

(Pietro Vernizzi)



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