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J'ACCUSE/ Weiler: per Obama e Romney la fede è un vanto, per l’Ue una vergogna

Barack Obama durante una visita in una chiesa Barack Obama durante una visita in una chiesa

Pur essendo io stesso una persona religiosa, la mia sensazione è stata che ciascuno dei due candidati cercasse di accaparrarsi il monopolio sull’etica e sulla moralità. Uno potrebbe essere ateo, ma risultare una persona perfettamente morale e retta. Pretendere che le cose stiano in un altro modo è un’arroganza insopportabile che noi, persone religiose, spesso ci permettiamo di avere. Ci sono due caratteristiche evidenti in queste interviste. Leggete attentamente le risposte di entrambi sull’importanza della fede nelle loro funzioni di presidente.

 

Le loro affermazioni sul “prendersi cura e condividere” sarebbero state fornite anche da un ateo nella stessa posizione. E’ proprio vero che, come afferma Romney, soltanto una persona religiosa può dedicarsi all’“uguaglianza dell’umanità, agli obblighi di servirsi gli uni gli altri e al costante impegno per la libertà” o, come aggiunge Obama, è l’unico che “può farsi carico degli altri”? In secondo luogo, se l’editore avesse giocato un brutto tiro ai lettori, e invertito i nomi di Romney e Obama in alcune risposte, sarebbe stato possibile rendersene conto soltanto dal contenuto? (A parte il fatto ovviamente che non ci sono dubbi sullo stile di Obama).

 

Le rispettive risposte sono così ben calibrate da non offendere nessuno. Romney non è esplicito per quanto riguarda la sua posizione contraria all’aborto, e per una buona ragione: è stato infatti a favore dell’interruzione di gravidanza quando correva per la carica di governatore del Massachusetts e i sostenitori dell’aborto erano decisivi nel determinare chi sarebbe stato il vincitore. I suoi avversari oggi alimentano la sua reputazione di opportunista sui temi etici. Lo stesso Obama, costeggiando il tema esplosivo dei matrimoni omosessuali, ha dimostrato di avere cambiato la sua posizione.

 

In generale dovendo scegliere tra due politici tenderei a preferire un ateo retto e morale, piuttosto che una persona di fede ma ipocrita e squallida. Queste interviste non dovrebbero quindi essere prese come una seria riflessione sulla Chiesa e lo Stato, né come uno spaccato reale sui due candidati, quanto piuttosto sulle attuali regole d’ingaggio nella politica americana.


COMMENTI
02/09/2012 - E le adozioni? (Daniele Ercoli)

Quindi, secondo l'Autore, le adozioni da parte delle coppie gay non sarebbero esecrabili sulla base di motivazioni razionali di carattere generale?