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BREIVIK CONDANNATO/ Solhom (Norway Post): sentenza che mette fine a un incubo

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Due ragazze norvegesi ricordano le vittime di Utoya  Due ragazze norvegesi ricordano le vittime di Utoya

No, non è necessario. L’obiettivo di una condanna è quello di difendere la società, e se sarà necessario per motivi di sicurezza la pena di Breivik potrà essere prolungata.

 

In che modo il massacro di Utoya si è impresso nella memoria dei norvegesi?

 

Sono trascorsi ormai 13 mesi dalla strage, e quasi ogni giorno l’abbiamo commemorata sui media norvegesi. La maggior parte della società non vede l’ora di chiudere il caso e di dimenticare sia Breivik sia il suo massacro. Ovviamente, le persone che sono state colpite direttamente o attraverso i loro cari non lo dimenticheranno mai, in quanto sono rimaste uccise 77 persone, e tra chi è sopravvissuto ci sono persone con delle ferite terribili.

 

Questa sentenza ha anche un valore liberatorio?

 

Sì. Per la Norvegia nel suo complesso si chiude un anno terribile e drammatico, e quanti sono sopravvissuti al massacro ora hanno la possibilità di iniziare a ricostruire le loro vite. Le vittime sono state costantemente ricordate con toni drammatici da giornali e televisioni. Ora anche chi è rimasto coinvolto deve poter ricominciare di nuovo.

 

Quanto e in che misura la strage di Utoya ha cambiato la coscienza di popolo dei norvegesi?

 

Oggi ci rendiamo più conto di essere parte della società globale e del fatto che il male del mondo esiste. La Norvegia è stata protetta per molti anni da questo tipo di attentati, ma ora vediamo che facciamo anche noi parte di ciò che avviene negli altri Stati.

 

In che senso?

 

Sparatorie e bombardamenti erano già avvenuti in precedenza in Europa e in America. Questi attacchi terroristici si verificano costantemente nel resto del mondo, e noi abbiamo sempre letto il loro resoconto sui giornali pensando che la Norvegia ne sarebbe stata immune. Il 22 luglio 2011 ci siamo resi conto del fatto che non è così, perché il nostro Paese non è un’isola felice separata da tutto ciò che avviene altrove. Al contrario, anche noi ci troviamo ad affrontare le stesse sfide del mondo intero, a differenza di quanto era avvenuto prima di allora.

 

(Pietro Vernizzi)



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