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SIRIA/ Il cardinal Tauran: la fine dei dittatori arabi è già scritta nella storia

Da sinistra, Giulio Terzi, Nassir al-Nasser e il cardinal Jean Louis Tauran Da sinistra, Giulio Terzi, Nassir al-Nasser e il cardinal Jean Louis Tauran

La diplomazia vaticana non ha il compito di assumere delle iniziative vistose. I nunzi apostolici, in ciascuno dei Paesi coinvolti dalle proteste, hanno lavorato con particolare finezza e discrezione. In particolare a Damasco, il nunzio apostolico si è distinto per il suo impegno, restando sempre presente sul terreno, visitando la gente che soffre ed esprimendo la vicinanza del Santo Padre. Il Vaticano inoltre non deve dettare soluzioni tecniche, ma può solo richiamare i grandi principi del diritto internazionale.

 

Di fronte a queste sfide, qual è il compito della comunità internazionale?

 

Quando lavoravo per la segreteria di Stato, ero solito dire che i responsabili delle nazioni oggi dispongono di un “arsenale” di strumenti forniti dal diritto internazionale. Questi strumenti sono talmente fini e completi da permettere di risolvere tutti i problemi applicando i testi e le risoluzioni, all’insegna del principio “Pacta sunt servanda”. Non occorre quindi ricorrere alla violenza o alle armi, basta applicare il diritto internazionale, ci sono già tutti i mezzi necessari per risolvere i problemi e in particolare la Carta delle Nazioni Unite.

 

Dopo gli ultimi fatti che stanno accadendo in Libano è comunque confermata la visita del Santo Padre?

 

La visita si terrà ugualmente e la preparazione del viaggio continua. Le voci relative a un rinvio dell’evento sono prive di qualsiasi fondamento.

 

Che cosa può fare il dialogo interreligioso per aiutare i cristiani perseguitati di Pakistan e Nigeria?