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GRECIA/ Synghellakis (Alpha): così Samaras può isolare la Germania

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Antonis Samaras e Angela Merkel (InfoPhoto)  Antonis Samaras e Angela Merkel (InfoPhoto)

Il Pil greco, al quarto anno di recessione consecutiva, è crollato fino al 7%, ma potrebbe presto arrivare a -11%. Samaras ha spiegato infatti che una situazione di decrescita economica non può aiutare eventuali sacrifici, chiedendo quindi aiuto per far ripartire l’economia e per riuscire a mantenere gli impegni presi. Bisogna adesso vedere come reagirà l’Europa: credo che Francia e Italia stiano in fondo lavorando con questo obiettivo, ma resto convinto del fatto che se non ci saranno dei cambiamenti nelle rigide condizioni imposte dalla troika, la Grecia difficilmente potrà rialzarsi.

Crede che tali cambiamenti possano avvenire davvero?

La troika dovrebbe capire che il programma imposto è irrealistico, che in gran parte ha contribuito a creare il crollo dell’economia greca e che per questo è da modificare. Ho paura però che il Fondo monetario internazionale, la Bce e la Commissione europea non avranno questo coraggio.

A proposito dell’Italia, secondo lei il nostro Paese può trovare in Hollande un alleato contro l’austerità tedesca oppure la posizione francese andrà allineandosi con Berlino?

Questo si scoprirà più avanti, anche perché parliamo di decisioni influenzate non solo dai governi ma in parte anche dalle banche centrali dei vari Paesi. Credo però che Hollande, e in parte già si vede, si dovrà differenziare da Berlino: non dimentichiamo che, se fosse rimasto Sarkozy, molto probabilmente le tensioni all’interno dell’Unione europea sarebbero anche maggiori, anche perché fino a qualche mese fa quest’asse era decisamente più squilibrato verso la Germania.

Come giudica le parole del cancelliere austriaco Werner Feymann, il quale si è detto d’accordo a concedere più tempo alla Grecia per rimborsare il suo debito?

Ho l’impressione che la Germania si stia ritrovando sempre più isolata riguardo alla sua estrema posizione nei confronti della Grecia. Alcuni dicono che almeno un anno di proroga verrà concesso, io invece credo che siano necessari almeno due anni, però solo se accompagnati a concrete misure per la crescita.

Nei prossimi mesi si dovranno prendere decisioni molto concrete, non crede?

Certo, da settembre in poi si dovrà capire in quale direzione sta andando realmente l’Europa, se verso i cosiddetti Stati Uniti d’Europa oppure verso un’alleanza dei Paesi più forti che scelgono di lasciare quelli più deboli al loro destino. Sono dell’opinione, per quanto riguarda in particolare la Grecia, che o si prendono una posizione e una decisione politica molto coraggiose per sostenere questo Paese oppure ad Atene la tensione sociale si rivelerà incontrollabile.

 

(Claudio Perlini)



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COMMENTI
27/08/2012 - quale presente, quale futuro (francesco taddei)

qualcuno parla di "stati uniti d'europa"...magari! per adesso esiste solo la diarchia d'europa. 27 paesi che pendono dall'inciucio fra due (che se ne credono il centro e definiscono gli altri "periferici"). dov'è finita l'europa dei popoli, multilingua, solidale e partecipata? se esiste un altro modello d'europa che i politici si affrettino a tirarlo fuori. io non credo più in questo.