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SIRIA/ Cingoli (Cipmo): la soluzione yemenita conviene a tutti. Anche ai cristiani

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In Siria si prospetta la minaccia di una guerra chimica (InfoPhoto)  In Siria si prospetta la minaccia di una guerra chimica (InfoPhoto)

Il Papa intendeva esprimere una preoccupazione forte per la componente cristiana presente in Siria, e il timore che possa subire rappresaglie da parte della maggioranza sunnita nel momento in cui quest’ultima salirà al potere, per la vicinanza sempre dimostrata dai cristiani stessi nei confronti degli Assad. Una via d’uscita attraverso un accordo negoziato tra regime e opposizione può offrire maggiori garanzie alla tormentata minoranza cristiana.

 

Nel frattempo Hezbollah mostra sempre più spesso i muscoli a sostegno di Assad …

 

Quella di Hezbollah è nello stesso tempo una dimostrazione di forza e di debolezza. Il partito libanese ultimamente ha abbassato la capacità di presa sul governo siriano. Nel momento in cui il regime degli Assad va in crisi, a essere messo in discussione è stato da un lato il sostegno politico e l’influenza siriana in Libano, e dall’altro la garanzia di un passaggio libero di armi dall’Iran al Libano attraverso la Siria. Hezbollah quindi fa la voce grossa e sostiene il regime siriano, scontrandosi con i sunniti libanesi nel Nord del Paese.

 

In che senso quello di Hezbollah è anche un segno di debolezza?

 

In questo modo il partito sciita mostra il suo crescente affanno per il mutamento del contesto regionale. Quello che è in corso è uno scontro tra l’arco sunnita e quello sciita e il primo, sulla base dell’estensione del suo potere nell’ultimo periodo, cerca di interrompere la mezzaluna tra l’Iran, la Siria e il Libano.

 

In questo contesto sempre più complesso, da che cosa può dipendere la reale fattibilità di un’uscita negoziata con Assad?

 

Assad è una delle due componenti, la seconda delle quali è l’Iran. Non è un caso che Kofi Annan avesse dichiarato che era necessario associare l’Iran alla soluzione negoziata per la guerra civile siriana. Ban Ki Moon, ignorando i veti e le richieste provenienti da Israele e Stati Uniti, si recherà a Teheran per partecipare alla riunione dei Paesi non allineati perché ritiene che l’Iran sia una componente essenziale in quanto sta avvenendo. Occorre capire che quella siriana è una partita che si gioca in un contesto più ampio, e solamente se si troverà una soluzione di carattere regionale nelle tensioni in atto è probabile che si riesca anche a trovare una via d’uscita per la guerra civile che sta lacerando il Paese.

 

(Pietro Vernizzi)



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