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GERMANIA/ L’esperto: un nuovo trattato? La Merkel dovrà fare i conti con la Corte

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

Il ricorso è stato esperito  da alcuni cittadini, tra cui svariati professori universitari, che si sono sentiti lesi nel proprio diritto di voto.
Eppure, il Parlamento ha approvato il Fondo esercitando, quindi, la propria funzione di organo rappresentativo della sovranità popolare.
Sì, ma il diritto al voto è stato inteso dalla giurisprudenza della Corte non solo come il diritto a votare in libere elezioni, ma anche come il diritto ad essere rappresentati da un Parlamento dotato non solo formalmente, ma anche sostanzialmente di ampi poteri decisionali su tutte le componenti essenziali della gestione politica della cosa pubblica. In sostanza, il singolo cittadino, può far valere delle prerogative dei singoli parlamentari e del Parlamento nel suo complesso, soprattutto nel rapporto con l’esecutivo. Nel caso specifico, inoltre, la Corte è stata chiamata a esprimersi, relativamente al processo di ratifica del Fondo, sul grado di coinvolgimento del Parlamento: domandandosi, ad esempio, se poche ore di riflessione per votare un simile provvedimento, senza un’adeguata informazione e preparazione tecnica sul punto, siano sufficienti a configurare una partecipazione effettiva al voto da parte dei parlamentari.
La Merkel si è detta intenzionata ad agevolare il processo di modifica dei trattati europei al fine di perseguire una maggiore integrazione. La Corte costituzionale lo renderà possibile?
Dal punto di vista del diritto internazionale, il vincolo del trattato, frutto dell’accordo tra gli Stati nazionali, diventa operativo con la ratifica interna secondo le procedure previste; il problema si porrà piuttosto dal punto di vista del diritto statale tedesco se, effettivamente, la Corte sarà chiamata a pronunciarsi su tale ratifica. E, con ogni probabilità, considerando l’elevato numero di euroscettici presenti in Germania, sarà chiamata ad esprimersi.
Nel caso di una modifica dei trattati internazionali auspicata dalla Merkel, cosa potrebbe decidere?