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EGITTO/ Reilly (Usa): non c'è democrazia se si dividono Dio e ragione

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Nella storia dell’Islam esiste almeno un’eccezione. Ho avuto la fortuna di conoscere di persona Gus Dur, il primo presidente democraticamente eletto in Indonesia. Se vogliamo cercare un Thomas Jefferson nel mondo musulmano, una figura cioè che ha difeso la Costituzione democratica e l’uguaglianza di tutte le persone davanti alla legge, è stato proprio Gus Dur. Il presidente indonesiano è la dimostrazione del fatto che conciliare Islam e democrazia è possibile.

 

Che cosa lo ha reso diverso dagli altri leader musulmani?

 

Gus Dur mi ha raccontato che un giorno è entrato in una moschea di Fes e al suo interno in una teca di vetro c’era una copia dell’Etica Nicomachea di Aristotele. Il presidente mi ha detto di essersi commosso, perché se non avesse letto quel libro sarebbe anch’egli diventato un fondamentalista islamico. Il fatto invece di avere studiato Aristotele quando ancora era un ragazzo, ha fatto di Gus Dur un campione della democrazia. E’ quindi il confronto con la ragione greca, citata dal Papa Benedetto XVI nel discorso di Ratisbona, a fare la vera differenza.

 

Anche i Fratelli musulmani dicono di essere a favore della democrazia …

 

Per essere ammessi a fare parte dei Fratelli musulmani sono necessari dieci anni di indottrinamento. Non si tratta quindi di un normale partito politico come nei Paesi democratici. Secondo loro musulmani e cristiani, uomini e donne non possono essere uguali davanti alla legge.

 

Che cosa faranno ora che sono al potere?

 

Stanno cercando di convincere gli egiziani che seguiranno un percorso democratico, ma i loro principi sono assolutamente l’opposto. Prima delle elezioni parlamentari avevano promesso che avrebbero presentato meno candidati del 50% dei seggi disponibili, ma poi hanno fatto il contrario. Hanno dichiarato che non avrebbero presentato un candidato alle presidenziali, ma ora il presidente Morsi è un esponente dei Fratelli musulmani. Intanto l’Egitto è privo di una Costituzione e di un’autorità legale, e quindi di fatto si trova con un nuovo dittatore come quando c’era Mubarak.

 

(Pietro Vernizzi)



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