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NIGERIA/ Ecco lo scontro etnico ed economico dietro gli attacchi alle chiese

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Fino al 2000 il gruppo terroristico era molto circoscritto in alcuni Stati del Nord, soprattutto nel Borno, e si limitava a fare propaganda salafita in favore del ritorno all’Islam puro e a prendere di mira dei bersagli locali. Dopo che nel 2009 la polizia ha arrestato e ucciso il fondatore del gruppo, Mohammed Yusuf, c’è stata la svolta con obiettivi sempre più di alto livello. Invece di posti di polizia e caserme, si sono intensificati gli attacchi ai luoghi religiosi cristiani.

 

Che cosa vogliono ottenere?

 

Questi bersagli religiosi servono per ricattare un presidente che si dice cattolico, Goodluck Jonathan, al fine di ottenere l’imposizione della Sharia in tutti gli Stati federali del Nord e la spartizione delle risorse petrolifere.

 

Lei ha parlato di una lotta tra gruppi di potere. Per il conseguimento dei loro obiettivi economici, quale interesse avrebbero a instaurare la Sharia?

 

La Sharia serve sostanzialmente a ristabilire su basi religiose tradizionali islamiche la differenza tra i cittadini che godono di tutti i diritti e quelli di serie B, cioè i cristiani. La prima cosa che si scopre recandosi nel Nord della Nigeria è che esiste una linea di demarcazione netta tra gli “indigeni” e i “non indigeni”, cioè tra musulmani originari del luogo e cristiani provenienti dal Sud. Questi ultimi sono costretti a vivere nei loro quartieri, non possono accedere alle cariche pubbliche, incluse quelle di livello intermedio nelle università come i direttori di dipartimento. La Sharia serve dunque a mascherare questa discriminazione basata su una differenza che non è innanzitutto religiosa, ma etnica e linguistica tra i popoli del Nord e quelli del Sud.

 

Eppure Boko Haram non colpisce solo un’etnia, prende di mira anche le chiese cristiane …

 

Dal 1980 in poi la Nigeria è un grande laboratorio religioso, dove si sono affermate le nuove chiese pentecostali che hanno uno stile di predicazione e organizzazione simile ai gruppi evangelici americani. Per Boko Haram questo cristianesimo appare non solo di impostazione occidentale, ma anche una grande minaccia in quanto fa grandi proseliti, fonda sempre nuove chiese con migliaia di persone e attira molti giovani. Sono sempre più frequenti i musulmani che passano a queste chiese, e questo crea una competizione religiosa estrema. La Nigeria è dunque una polveriera politico-religiosa, e il suo modello di convivenza rischia definitivamente di andare in frantumi.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
08/08/2012 - Non è giusto Signore, fai star bene anche loro. (claudia mazzola)

Ieri sera ai giardini seduta ad una panchina con mio marito, circondati da Sikh, uomini, donne e bambini, in letizia. Pensavamo ai Nigeriani cristiani uccisi quel giorno e avremmo voluto averli tutti lì a condividere la nostra pace.