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ELEZIONI USA/ così il "sogno" di Romney mette in crisi Obama

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Mitt Romney (InfoPhoto)  Mitt Romney (InfoPhoto)

Per il candidato repubblicano era difficile pretendere di non essere attaccato su quel punto. La campagna però finora non ha toccato le famiglie, gli scandali del passato, amanti o cose simili.

 

La campagna di Romney, tutta giocata sull’economia, non rischia di rinunciare a fare sognare?

 

Quando il candidato repubblicano, che è anche un vero imprenditore, ha promesso che in quattro anni creerà 12 milioni di nuovi posti di lavoro, oggettivamente ha promesso un sogno. E’ l’America che è cambiata, Romney sta facendo sognare l’America che c’è adesso. Quello di quattro anni fa era un Paese isolato dal mondo per le conseguenze delle guerre in Iraq e in Afghanistan, aveva bisogno di uscire dalla cappa negativa del senso di accerchiamento dell’era Bush. Era un’America che aveva bisogno di credere nel sogno americano, e Obama lo impersonava. Oggi il sogno americano è lavorare, pagarsi la casa e permettersi di mandare i figli al college.

 

E Romney è la sua nuova personificazione?

 

No, direi piuttosto che lui sta rispondendo a quel sogno. Per lo sfidante del presidente è sempre più semplice, perché Obama può soltanto dire “è la strada giusta, andiamo avanti”. Romney ha dalla sua il fatto che non ha governato, non ha una responsabilità per ciò che è avvenuto finora, e quindi può accusare Obama di non avere capito qual è la ricetta giusta.

 

Il candidato repubblicano ce l’ha in mano davvero?

 

Le sue ricette difficilmente favorirebbero davvero la classe media, probabilmente porterebbero a una polarizzazione maggiore della società americana tra chi ce la fa e chi non ce la fa. Il rischio è una totale eliminazione della middle class. Obama intende infatti concentrare gli sgravi fiscali sul ceto medio, e non destinarli a tutti come Romney, il quale li compenserebbe con tagli alla spesa pubblica in settori come istruzione, infrastrutture, ospedali e sanità.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
01/09/2012 - Romney senza preconcetti (Giuseppe Crippa)

Finalmente qualcuno che riesce a rispondere a otto domande su Romney senza ricordarci che è mormone, conservatore, antiabortista ma incoerente perché lo ammetterebbe per una donna stuprata ecc. E finalmente qualcuno che pone otto domande su Romney senza ritornare su questi punti che tanto solleticano la stampa e la televisione italiane e senza far trasparire né simpatia né antipatia. Una ragione in più per seguire Sky24 (ed anche Il Sussidiario).