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SIRIA/ Il ribelle Fares: vi svelo il nostro piano per vincere la guerra contro Assad

Pubblicazione:lunedì 10 settembre 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 10 settembre 2012, 12.37

In Siria (InfoPhoto) In Siria (InfoPhoto)

“I ribelli hanno bisogno di missili terra-aria per proteggersi dagli attacchi dei caccia di Assad. Dotare il Libero Esercito Siriano di una buona artiglieria contraerea rovescerebbe le sorti del conflitto, l’alternativa è una guerra ancora molto lunga”. Ad affermarlo è Obaida Fares, uno dei politici siriani più in vista e membro del Consiglio Nazionale Siriano, intervistato da Ilsussidiario.net. Ieri il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha preso parte a un summit a Vladivostock con il presidente russo Vladimir Putin e il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov. Per Fares, “le dichiarazioni ufficiali emerse al termine del summit non rispecchiano ciò che i partecipanti si sono realmente detti durante gli incontri. Washington e Mosca stanno preparando un piano comune, e per la Russia la questione siriana è soltanto una merce di scambio, per spuntare condizioni più convenienti per quanto riguarda i suoi interessi”.

 

Che cosa ne pensa dei commenti della Clinton e di Lavrov dopo il vertice di Vladivostock?

 

Non ritengo che le loro affermazioni vadano prese alla lettera, né per quanto riguarda Lavrov né per quanto riguarda la Clinton. Di solito queste dichiarazioni sono studiate con grande cura sia per le conseguenze politiche che possono avere sia per le reazioni del pubblico. Spesso però non riflettono la realtà. Il Consiglio Nazionale Siriano è convinto del fatto che siano in corso dei negoziati tra Russia e Stati Uniti, e che entrambe le parti stiano lavorando a un piano o a una proposta comune per quanto riguarda la Siria.

 

Quali sarebbero i contenuti di questo piano?

 

I russi stanno cercando di vendere a caro prezzo la loro rinuncia a continuare ad appoggiare Assad. L’accordo tra Mosca e Washington per quanto riguarda la Siria non è ancora vicino. Il vero motivo per cui il Cremlino continua a sostenere Assad, è che spera di spuntare il massimo delle concessioni su questioni che gli stanno ben più a cuore, come le sanzioni economiche statunitensi contro la Russia e le basi missilistiche nell’Est Europa.

 

Alcune settimane fa il Papa, riferendosi alla Siria, ha chiesto che “non venga risparmiato alcuno sforzo nella ricerca della pace, attraverso il dialogo e la riconciliazione”. Perché il Consiglio Nazionale Siriano non ha prestato il minimo ascolto a questo appello?


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