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ATTACCO AGLI USA/ 1. Egitto, Meunier (Copti): ecco il movente dell'attentato

Pubblicazione:giovedì 13 settembre 2012

Attacco all'ambasciata Usa al Cairo (InfoPhoto) Attacco all'ambasciata Usa al Cairo (InfoPhoto)

E’ una dichiarazione politicamente corretta, e Obama è libero di fare tutte le esternazioni che vuole. Il presidente però deve essere forte, a prescindere da quale sia la religione della persona che attacca gli interessi americani. Ciò che gli deve importare è soltanto di perseguire queste violazioni.

 

In che modo dovrebbe intervenire Obama?

 

Anche le dichiarazioni hanno un peso. Quando la bandiera statunitense è sottoposta a vilipendio, e la Casa Bianca non risponde in nessun modo, anzi smentisce le affermazioni dell’ambasciata stessa dichiarando che non le ha autorizzate, significa che quello in carica è un presidente senza mordente. Può quindi soltanto danneggiare gli interessi dell’America e i valori che rappresenta, come democrazia, diritti umani e libertà religiosa. Se il mondo si convincerà che gli Stati Uniti non sono in grado di difendere i loro interessi, allora si scaglierà anche contro i suoi valori.

 

Quali saranno le conseguenze per l’intero Medio Oriente di quanto è avvenuto al Cairo e a Bengasi?

 

Molto dipenderà dalle decisioni che prenderà Obama. Se non cambierà corso, gli estremisti si galvanizzeranno. Ieri pomeriggio si sono registrate altre dimostrazioni all’esterno delle ambasciate Usa, come quella in Tunisia. Il presidente americano deve quindi attuare provvedimenti forti, schierandosi a favore della libertà di parola e sottolineare il fatto che i cristiani sono attaccati in diverse occasioni in modi ben più gravi di un semplice film. Sul piano più strettamente politico, deve chiarire che se gli Usa saranno ancora attaccati risponderanno. Se ciò non avverrà, gli Usa e la libertà di religione continueranno a finire nel mirino.

 

(Pietro Vernizzi)



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