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PAPA IN LIBANO/ Paci (Sky): il coraggio del Pontefice, pellegrino di pace

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Benedetto è arrivato nel Libano nelle ore più difficili, proprio mentre in tutto il mondo arabo divampa la violenza anti occidentale, con attacchi ripetuti alle ambasciate e le bandiere di Al Qaeda che fanno la loro comparsa al Cairo. Stefano Maria Paci, inviato in Libano di Sky, ha parlato con IlSussidiario.net poco dopo l'arrivo del Papa a Beirut: "E' un papa coraggioso quello che è arrivato qui. Proprio in queste ore in Egitto in Piazza Tahrir sono comparsi striscioni che inneggiano ad Al Qaeda e nelle vie vicine all'ambasciata americana ci sono fondamentalisti che stanno cercando di assaltarla". Non per questo, spiega Paci, il Vaticano e il Papa hanno mai voluto rinviare questa visita che per il Pontefice è troppo importante: "Il messaggio che Benedetto porta in Libano è specialmente rivolto ai cristiani che vivono qui. Negli ultimi tempi c'è stata una fuga massiccia dei cristiani dal Libano e dal Medio Oriente in generale e il Papa viene qui a incoraggiarli a non abbandonare le terre dove è nato il cristianesimo, proprio quando il fondamentalismo islamico diventa sempre più invadente".

 

Come è stato accolto il Pontefice al suo arrivo all'aeroporto? 

 

C'è stata una grande accoglienza. Ad aspettarlo c'erano il presidente cristiano e i due presidenti musulmani del Parlamento, quello sciita e quello sunnita. C'erano anche molti rappresentanti del clero musulmano. Il Papa ha voluto far vedere subito che vuole proporre il Libano come modello di convivenza. Tra l'altro per le strade vicino all'aeroporto ci sono manifesti di Hezbollah, che gli americani considerano organizzazione terroristica, ma che qui ha una grande influenza anche sulla composizione del Parlamento, di benvenuto al Papa, con scritto "Hezbollah dà il benvenuto al Papa nella patria della coesistenza".

 

Ecco: la patria della coesistenza, per il Papa qualcosa di importantissimo.

 

Il Libano è un Paese molto particolare, dove esiste una coesistenza che ha resistito agli effetti della guerra civile nonostante ci si uccidesse anche fra cristiani. Ma c'è questo patto non scritto, e però rispettato da decenni, con cui si danno le cariche politiche. Ad esempio il presidente della Repubblica, cristiano, le due presidenze del Parlamento a due musulmani uno sciita e l'altro sunnita, e così a scendere. Teniamo conto che qui convivono diciotto fedi religiose diverse.

 

Cosa rappresenta concretamente questa convivenza, dal punto di vista del Papa?

 

Arrivando Benedetto ha detto che non dimentica gli eventi tristi e dolorosi del Libano, ma ha definito felice la convivenza che qui regna. Ha detto che l'equilibrio libanese può essere da modello a tutta la regione e per il mondo intero. A testimonianza di tutto questo c'è stata la manifestazione di due giorni fa di cristiani e musulmani insieme. C'è ancora un grande manifesto davanti al museo archeologico, sono andato a vederlo stamattina, che raffigura l'Annunciazione con a sinistra le parole del Vangelo scritte in arabo e dall'altra le parole del Corano sul racconto che viene fatto dell'Annunciazione.  

 

A proposito di quanto sta accadendo in queste ore cosa ha detto il Papa? 



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