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ISLAM vs OCCIDENTE/ Pizzaballa: il viaggio del Papa può fermare gli attacchi

Pubblicazione:sabato 15 settembre 2012 - Ultimo aggiornamento:sabato 15 settembre 2012, 9.56

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C’è un motivo ufficiale, che consiste nella consegna  dell'Esortazione Apostolica Post-sinodale dell’Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi. A questo, si affianca il fatto che, da sempre, il Papa ha manifestato particolare attenzione nei confronti della presenza dei Cristiani in Terrasanta e in Medioriente. Questo viaggio rappresenta l’anello conclusivo dei lavori del Sinodo e il termine di un percorso di sostegno morale e spirituale alla presenza dei cristiani.

Prima di partire, il Papa ha chiesto ai cristiani di restare in Medioriente, continuando a testimoniare Cristo. Qual è l’importanza della loro presenza in questi luoghi?

I cristiani devono restare, anzitutto, in Terrasanta per il semplice fatto che è necessario mantenere una presenza nel luogo in cui il cristianesimo è nato. Lì ci sono le nostre radici, i punti fermi della nostra identità. Qualunque cristiano, in tutto il mondo, senza Betlemme e senza Nazareth si sentirebbe privato di parte fondamentale della propria tradizione. I cristiani, inoltre, sono storicamente fondamentali, sul fronte culturale e sociale, per la vita di tutto il Medioriente e un fattore di pacificazione e dialogo importantissimo.

La sicurezza del Papa, attualmente, è a rischio?

Direi assolutamente di no.

Con l’avvicendarsi di svariati regimi, sono in molti a temere che le nuove autorità possano contribuire all’oppressione delle minoranze religiose in misura decisamente superiore alle precedenti. Per scongiurare il rischio, come dovrebbe agire l’Occidente?

Tutta la Comunità internazionale, e non solo l’Occidente, dovrebbe fare della difesa delle minoranze religiose uno dei punti fermi della propria politica. In particolare, andrebbe sancito il principio in base al quale la condizione sine qua non per instaurare rapporti commerciali e istituzionali con un Paese, è che questo rispetti la libertà religiosa. 

 

 

(Paolo Nessi)



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