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J'ACCUSE/ Geninazzi: dagli islamici un vittimismo aggressivo, che dovrebbero fare i cristiani?

Pubblicazione:sabato 15 settembre 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Tutto questo è stato circuito, manipolato e poi dimenticato dalle nuove dirigenze politiche che poi hanno avuto l’appoggio popolare nel primo voto libero e democratico. Parlo dei movimenti islamisti come i Fratelli musulmani in Egitto, gente che governa nel segno dell’ambiguità.

 

Cosa intende?


Il presidente egiziano Morsi condanna con fermezza le violenze ma nello stesso tempo i Fratelli musulmani incitano le persone a scendere nelle piazze per protestare. Come è possibile che ciò accada? E’ questo il vero problema: non possiamo mettere in atto un partenariato strategico, come ha fatto il governo italiano, ma stimolare e sollecitare questi nuovi governi a essere realmente rispettosi della libertà e dei diritti di democrazia.

 

Cosa crede che accadrà adesso?

 

Probabilmente l’ondata di rivolta si attenuerà già nei prossimi giorni, ma resta il fatto che basterà pochissimo per scatenarne un’altra in futuro. Bisogna dunque riflettere a fondo su cosa sta accadendo in questo autunno arabo che segue le primavere, in cui i laici vengono messi da parte, i giovani non hanno più voce e le dirigenze islamiste si riempiono la bocca di democrazia ma poi agiscono in tutt’altro modo. Non si può mettere a ferro e fuoco un Paese per un film, eppure i politici continuano a invitare a manifestare. Questo è il vero problema.

 

Quanto crede sia forte la presenza di al Qaeda?


E’ chiaro che la nuova dirigenza islamica non ha niente a che fare con al Qaeda e il terrorismo, e questo è comunque un passo in avanti. Il problema è che vi è uno stretto legame con i movimenti fondamentalisti. Per fare un esempio, il recente attacco all’ambasciata di Bengasi è stato attuato con uno schema completamente differente da quello classico di al Qaeda: è stato portato avanti da una folla animata principalmente dai salafiti.

 

Chi sono e che cosa hanno in mente?

 

Sono essenzialmente talebani finanziati dall’Arabia Saudita che però si muovono alla luce del sole, al contrario di al Qaeda. I salafiti compongono adesso quell’humus ideologico e sociale in cui al Qaeda può agire liberamente proprio perché sono riconosciuti e forti in diversi Paesi del mondo arabo, anche se in realtà sono violenti nemici dell’Occidente e delle minoranze cristiane.

 

In che modo crede reagirà adesso l’America?


Se, come credo, le rivolte si attenueranno nelle prossime ore, l’America non potrà mettere in campo azioni di forza. Sono stati proprio gli Usa a volere questa nuova situazione e lo stesso ambasciatore ucciso a Bengasi fu uno dei primi a spingere affinché l’amministrazione Obama aiutasse, sostenesse e poi riconoscesse i ribelli della Cirenaica. Questa amara ironia della storia ci mostra quanto ancora una volta la ruota possa tornare indietro e distruggere tutto ciò che è stato capace di mettere in moto un movimento che intendeva essere assolutamente positivo.

 

(Claudio Perlini)   



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
15/09/2012 - Violenze a Bengasi e dintorni (Duilio Sala)

Bisognerebbe finirla con questa autentica pagliacciata della "primavera araba" e dei "musulmani moderati" dal momento che, a mio parere, la primavera araba non e' mai esistita e i musulmani moderati sono un vero e proprio ossimoro. Saluti

 
15/09/2012 - J'accuse! (Alberto Speroni)

sunniti,salafiti,Al Qaeda,etc,etc,chi più ne ha più ne metta ma in fondo in fondo gli islamici fanno "semplicemente".....gli islamici,punto!