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Esteri

ELEZIONI SOMALIA/ Touadi: l'Italia non può rimanere spettatrice di questa piccola vittoria

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La Somalia e i somali hanno fatto molto con questa elezione. Molto resta da fare per consolidare questo fragile successo. E qui che scatta la sfera delle responsabilità della comunità internazionale. Per sostenere lo sforzo dei somali e operare un rafforzamento delle istituzioni che si stanno insediando a Mogadiscio. Per accompagnare con un robusto progetto di assistenza militare, di cooperazione economica, di normalizzazione delle infrastrutture materiali, sociali e culturali in deliquescenza da troppi anni. Lo dobbiamo fare non solo nei confronti delle popolazioni somale che anelano alla pace e alla democrazia. Ma deve essere chiaro a tutti che la pace e la stabilità in Somalia è la chiave per la stabilità regionale e mondiale. Sarebbe sbagliato continuare a pensare a questo paese solo come a una minaccia per la libertà di navigazione e di commercio nel mar rosso. La pirateria – fenomeno complesso e drammatico – è solo l’epifenomeno di una minaccia globale e strutturale rappresentata dall’anarchia politica ed istituzionale della Somalia. In quest’area sono in gioco interessi geostrategici vitali per l’Occidente e i suoi partner. Non solo per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, ma tocca anche la lotta globale con il fondamentalismo jihadista che ha trovato nel Corno d’Africa un santuario libero dove scorrazzare e preparare la penetrazione nel resto del continente.  Inoltre, la Somalia è un punto insostituibile da stabilizzare per essere certi che tutta l’area del Corno d’Africa possa stabilizzarsi. Il momento è propizio con  la transizione in corso in Etiopia a causa della scomparsa del presidente Meles Zenawi e quelli attesi in Eritrea per il dopo Afeworki, attuale leader eritreo.

L’Italia non può restare spettatrice di ciò che sta avvenendo in quell’area. Per le ragioni storiche di presenza nel Corno d’Africa e in Somalia segnatamente. Esistono dei legami culturali ed umani (la presenza di una numerosa e qualificata diaspora somala in Italia) che militano per un coinvolgimento non episodico della nostra diplomazia nell’area. Occorre un’iniziativa puntuale, energica, mirata e concordata con i protagonisti somali per dare corpo e continuità alla speranza suscitata dall’elezione del nuovo presidente. Altrimenti rischiamo di assistere all’eterno ritorno dei vecchi demoni che hanno operato per fare della Somalia il mare delle turbolenze e la terra della disperazione.

 

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