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FURIA ISLAM/ Il portavoce dei cattolici: ora 500mila copti lasceranno l'Egitto

Pubblicazione:lunedì 17 settembre 2012

foto Infophoto foto Infophoto

Pensa che dopo l'uscita di questo film le condizioni in cui vivono le comunità cristiane in Egitto siano destinate a peggiorare? Aumenterà il numero, già elevato, di persone che stanno lasciando il Paese?

 

Le cifre ufficiali fornite dalle varie ambasciate, americana, canadese, australiana, neozelandese e altre, indicano che più di 500mila persone hanno lasciato, o sono intenzionate a lasciare, il Paese. Dal mio punto di vista è un vero peccato, poiché i copti cristiani che partono sono persone con un alto grado di istruzione. Si tratta di gente benestante che ha conseguito lauree o master in scuole cattoliche o private, mentre gli strati più poveri della popolazione sono costretti a restare. Quella che si sta creando è davvero una situazione spiacevole per la comunità copta.

 

Cosa possono fare i governi europei e la Chiesa per aiutare a risolvere questa situazione?

 

Il Papa è stato in Libano e la sua presenza sta offrendo un grande aiuto. Anche la firma dell'Enciclica sull'Esortazione Apostolica Ecclesia in Medio Oriente arriva al momento più opportuno.

 

Lei pensa che il montare di queste proteste sia stato causato dalla presenza del Pontefice in Medio Oriente?

 

No, non penso che tutto ciò sia stato fatto a causa della visita del Papa. In ogni caso, la Sua presenza non può che portare speranza e un segno di incoraggiamento a tutte le comunità cristiane mediorientali. Noi apprezzeremmo che i governi europei aiutassero i cristiani a rimanere nei loro Paesi d'origine e a non lasciarli per venire in Europa. Fondamentale è anche l'aiuto nel campo dell'educazione.

 

Si tratta, quindi, di una questione culturale più che politica?

 

Sì, riguarda essenzialmente la cultura e l'educazione. 

 

Lei ha definito i musulmani “emotivi”. Ritiene che questo sia un fatto puramente culturale?


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