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ISLAM/ Come si fa a dialogare con chi può solo obbedire?

Pubblicazione:lunedì 17 settembre 2012

Piazza Tahrir (InfoPhoto) Piazza Tahrir (InfoPhoto)

Questa assenza di proposte è una grave debolezza e l’utilizzo di un comune nemico per unificare ciò che unito non è, è molto comodo e permette di evitare l’affronto dei veri problemi. È quanto anche in Italia la sinistra ha fatto usando l’antiberlusconismo come unico collante tra le varie componenti.

Quali sono le prospettive future? Un dialogo è impossibile. I musulmani rifiutano il confronto con la realtà. Lo splendido discorso di Benedetto XVI a Ratisbona (12 settembre 2006) lo ha chiarito molto bene. I più radicali non accettano neppure il progresso scientifico perché Allah potrebbe cambiare anche le leggi che hanno governato il mondo fino ad oggi. All’uomo non è dato di partecipare e comprendere: deve solo obbedire. Di fronte a questa posizione sono necessari due atteggiamenti. Primo: la consapevolezza della nostra storia e della nostra dignità. Non possiamo e non dobbiamo negare nulla della nostra identità. Loro pretendono rispetto e dignità. Dobbiamo pretendere anche noi la stessa cosa. Secondo: occorre spostare il confronto dai grandi temi alle piccole verifiche quotidiane. Non il paragone fra religioni o sui temi etici ma sul modo di vivere, di vestire, di studiare, di viaggiare, di giocare, di fare musica, pittura... Su questi temi abbiamo una ricchezza enorme accumulata nel corso dei secoli e che alla lunga potrà fare la differenza.

La primavera è bella e tutti la desiderano. Non dobbiamo imporre nulla ma proporre un modello di cui siamo orgogliosi, lasciando alla loro libertà il giudizio e la scelta. Il futuro del mondo islamico risiede anche nella consapevolezza di tutti noi e nella capacità di testimoniare, senza arroganza ma senza alcun cedimento, quanto di vero, bello e buono abbiamo incontrato. Alla fine non sarà la violenza a prevalere ma l’amore. A noi tocca il compito di renderlo presente e sperimentabile.



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COMMENTI
19/09/2012 - Serve un dialogo vero (franco colacchi)

..ma a patto che l'Islam non scenda in piazza e usi la violenza. In questo caso saremmo costretti a difenderci.