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PAPA IN LIBANO/ Shamseddine: la risposta dell'Islam ai violenti è la stessa di Benedetto

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Benedetto XVI (InfoPhoto)  Benedetto XVI (InfoPhoto)

Sì. L’uso della violenza da parte di musulmani non la rende giustificabile dall’islam. Essi sono o ignoranti o usano volutamente slogan islamici oppure ancora incitano alla violenza per brame politiche. Osama bin Laden era musulmano, è nato da genitori musulmani e ha sempre dichiarato di essere musulmano. Nessuno può rifiutargli l’islam, ma è un suo vero profeta, il suo legittimo e accettato portavoce? No, egli è stato musulmano quanto Hitler o Mussolini sono stati cristiani.

Cosa pensa del rapporto tra cristianesimo e islam?

Islam e cristianesimo condividono molti concetti e convinzioni; io a volte sorrido quando leggo certe cose nella Bibbia, perché mi sento come se leggessi un testo islamico. La differenza sta in alcuni concetti della fede come la natura di Cristo, la trinità di Dio, e altro ancora. Però l’islam è l’islam, il cristianesimo è il cristianesimo e lo saranno fino al giorno in cui dio chiama tutti noi alla sua presenza e al suo giudizio.

E dal punto di vista dell’incontro tra persone di fedi diverse? Quali sono o dovrebbero essere le vere radici del dialogo tra cristianesimo e islam?

Il dialogo si basa su un fondamento semplice ma solido, quello in base al quale ciascuno di noi deve accettare l’altro come colui che non è ciò che egli pensa debba essere. Un vero dialogo, il dialogo come vita − al modo in cui lo chiamava mio padre, il primo imam Shamseddine −, è accettare l’altro come egli offre se stesso. Non si dovrebbe cercare di convertirlo in quel che siamo, ciò che significherebbe duplicarlo, clonarlo. Dialogo non è qualcosa come inventare una nuova religione che smussi le differenze, no: è accettare le persone con la fede che hanno.

“Il fondamentalismo è sempre una falsificazione della religione” ha detto Benedetto XVI in viaggio verso il Libano. “Va contro l’essenza della religione, che vuole riconciliare e creare la pace di Dio nel mondo. Dunque, (…) un’alta purificazione della religione da queste tentazioni è sempre necessaria”. Che ne pensa?

Sono d’accordo col Papa che il fanatismo è contro l’essenza della religione. Il fanatismo è il prodotto dell’uomo, sono le persone ad essere fanatiche, non la religione. Quanto alla purificazione,  il Papa non chiarisce in quel discorso come la Chiesa dovrebbe assumere questa missione tra i cristiani. Il modo in cui comprendo la purificazione è quello di attuarla mediante insegnamenti chiari e limpidi, assumendo ciò che attiene la religione a partire dalle sue fonti corrette e legittime e non dai media o da giornali sensazionalistici o da cristiani o musulmani che fanno scalpore; astenendosi dall’uso della religione come strumento politico, e impedendo ai politici, per quanto possibile, di diffondere la paura in nome della religione; attraverso un lavoro a stretto contatto con i governi per avere un migliore sviluppo del paese, riducendo la povertà e aumentando la libertà. Una purificazione è necessaria nell’ambito socio politico; è progressiva, nel senso che rivela di più l’essenziale con il progredire del tempo. Ma non si fa modificando la religione in quanto tale, che non è modificabile.

Torniamo al Libano, terra di fedi diverse. Che cos’è il Libano da questo punto di vista? Un accidente storico, un errore? O, all’opposto, questa caratteristica fa di esso una missione? 



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