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PAPA IN LIBANO/ Shamseddine: la risposta dell'Islam ai violenti è la stessa di Benedetto

Pubblicazione:lunedì 17 settembre 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 17 settembre 2012, 20.02

Benedetto XVI (InfoPhoto) Benedetto XVI (InfoPhoto)

Il Libano non è un errore storico, e nemmeno è frutto del caso. Il Libano esiste per la volontà e la determinazione del suo popolo. Questo popolo è fatto insieme di musulmani e cristiani e vuole rimanere tale. Sì, il Libano è un messaggio e una missione, ed è quello che intendevo prima dicendo che è una patria che occorre reinventare ogni giorno. Il Libano è l’opera dei libanesi ed essi continueranno a costruirlo, a svilupparlo e a preservarlo. A dispetto di tutti i problemi e le difficoltà attuali, sono ottimista sul futuro del Libano e sulla convivenza che cristiani e musulmani sapranno costruire insieme. Sono anche ottimista sul futuro di entrambe le religioni nel Libano e nel Medio oriente. 

Il Papa ha parlato di “società plurale”. Cosa significano queste parole per lei, che è anche una personalità pubblica, in termini sociali e politici?

Le grandi cose non capitano per caso, ma hanno bisogno di tempo per essere fatte. Dico sempre che dio ha creato il mondo in sei giorni non perché fosse una missione particolarmente complicata e difficile per lui; quando dio decide di creare qualcosa, gli basta dire “sii”, ed essa è. La lezione che ci viene dal tempo impiegato nella creazione è che i grandi obiettivi hanno bisogno di tempo per essere realizzati, e che il tempo stesso è una componente di ogni accadimento. 

(Federico Ferraù)



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