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TUNISIA/ Ecco cosa si nasconde alle radici della violenza

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Alla fine di questa giornata di "venerdi della collera", celebrata tristemente in tutto il Maghreb, anche la Tunisia ha versato il proprio obolo. Un obolo della vergogna e dell'insulto scatenati dalla vergogna e dall'insulto di un filmaccio da quattro soldi, che di culturale e di artistico non ha -a detta degli esperti in materia- un fico secco ma che, in compenso, ha centrato esattamente l'obiettivo che, evidentemente, si era proposto di raggiungere: quello di scatenare un altro piccolo, devastante, stupido inferno che è costato la vita, in Tunisia e altrove, a degli esseri umani travolti, alcuni, dalla propria follìa e dal loro stesso fanatismo, altri, purtroppo, dalla follìa e dal fanatismo altrui.

Cui prodest? A chi giova tutto ciò? Questa è la domanda vera da porsi, alla quale nessuno dei media che in questi giorni stanno blaterando di stato di guerra in un paese che ha reagito con la dignità e l'intelligenza della totale indifferenza all'imbecillità dei fanatici e dei violenti, ha saputo, o voluto, dare una risposta.

La risposta è: tutto ciò giova soprattutto a chi ha tutto l'interesse a delegittimare il quadro istituzionale di una repubblica parlamentare democratica per avviare il paese ad una reale indipendenza e ad una crescita sociale, culturale ed economica.

Troppi interessi, troppi intrallazzi, troppe cricche, troppe caste, troppe lobbies, troppe logge e loggette hanno prosperato all'ombra della dittatura, accumulando fortune gigantesche grazie alla corruzione del regime. Interessi di chi, dall'interno, lucrava di questa corruzione e di chi, dall'esterno, veniva ad pedes del dittatore per ottenerne una lex ad personam (legge che veniva abrogata subito dopo che l'azienda era stata costituita) per farsi un'azienda televisiva ad uso e consumo proprio e di qualche amichetto, o per farsi i propri affari in combutta con qualche membro della famigerata "famiglia".

La via della pace, del progresso, della libertà e della dignità da riconquistare è, oggi in Tunisia, in salita più che mai. Duole constatare che al danno dell'indifferenza generale della classe dirigente politica italiana si aggiunge quello di una disinformazione volgarissima e becera messa in atto dalla stampa e dalle televisioni che, con i loro vergognosi e ignobili copia e incolla dei media francofoni e francofili, continua ad alimentare l'ignoranza crassa e supina generale di chi, ormai, angosciato dai problemi interni, non riesce a vedere al di là del proprio naso e guarda, di tanto in tanto, con occhio distratto, a quel che accade fuori dall'uscio di casa senza comprendere che la soluzione ai problemi che lo affliggono è proprio lì, a portata di mano. Si chiama cooperazione internazionale e allargamento dei confini dell'eurozona a quei paesi che si affacciano su quello che la civiltà dei nostri padri ebbe a chiamare "Mare Nostrum", e che la barbarie dei nostri giorni sta definendo sempre più come "Mare Monstrum". Con capitale Lampedusa.  



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