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Esteri

ARGENTINA/ Quella protesta via internet che per gli italiani non c'è stata

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Il potere sui mezzi di informazione è ormai quasi totale, l’economia è al collasso, i cambi in valuta, specie dollari, sono strettamente controllati ed impediti anche in caso di viaggi all’estero.

Nelle scuole i seguaci della Campora, in pratica un movimento oltranzista paragonabile alle guardie rosse di maoista memoria, tengono corsi di indottrinamento politico in modo di condizionare le teste di adolescenti che stanno per ottenere il diritto al voto a 16 anni. E l’influenza di questi pretoriani, in massima parte giovanissimi, di cui Cristina K si è circondata, non si limita al campo dell’istruzione ma ormai si è estesa anche al controllo di interi settori dell’economia nazionale: tutti straordinariamente perdenti a livello economico, le cui casse vengono portate al pareggio attingendo dal fondo pensioni Anses (l’Inps locale).

Le minacce non si limitano ai comuni cittadini ma colpiscono anche settori dell’industria privata quando qualche industriale si permette di criticare le misure adottate : è  successo recentemente pure al titolare di una delle poche industrie Argentinea livello globale , il signor Rocca , proprietario della Techint , una delle potenze siderurgiche mondiali che di recente è stato minacciato di esproprio per essersi permesso di protestare.

L’esasperazione popolare è sfociata nelle manifestazioni recenti, in cui le piazze e le grandiavenidas delle principali città del Paese si sono riempite di una moltitudine generazionalmente eterogenea, composta da gran parte della classe media e medio bassa, insomma la forza lavoro del Paese, che non vuole replicare l’esperienza venezuelana e ormai paragona la propria prima mandataria a Hugo Chavez.

La reazione del potere è passata da una ironia strafottente delle prime ore ad una seria preoccupazione, tanto che si sta pensando ad una contromanifestazione convocata al momento il 13 di Ottobre. Con la differenza che i raduni oceanici del potere K sono “sponsorizzati” in vario modo e di autoconvocato e spontaneo hanno ben poco.

L’ Argentina è in pratica tornata a respirare quel peronismo asfissiante che contraddistinse il potere dall’istaurazione del Generale Juan Domingo Peron fino alla cosidetta Revoluccion Libertadora che lo cacciò dal Paese, costringendolo ad un esilio che alla fine ha alimentato in lui l’aureola di martire. Difatti lo sparuto gruppo di militari che lo estromise nel 1955 ha commesso uno dei più gravi errori nella storia del Paese.